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Il cialtrone e il campione

 “Il bandito e il campione” è una bellissima canzone di Francesco De Gregori che racconta la storia di due amici, Costante Girardengo e Sante Pollastro. Il primo è un campione di ciclismo mentre il secondo è un bandito. Entrambi sempre in fuga anche se da situazioni e persone diverse. Una bella storia di amicizia, certo un po’ romanzata dal poeta, «una storia d’altri tempi, di prima del motore quando si correva per rabbia o per amore, ma fra rabbia ed amore il distacco già cresce e chi sarà il campione già si capisce».

Una storia dei primi anni del Novecento. Vera Spadini e Zlatan Ibrahimovic invece non sono amici. Vera è una giornalista e Zlatan un calciatore affermato, ricco e famoso in tutto il mondo. Ieri pomeriggio subito dopo la partita che il calciatore affermato ha disputato, segnando un gran gol e fornendo un assist vincente, la giornalista lo ha intervistato. Domande semplici, quasi banali. Il calciatore affermato, che non parla bene l’italiano pur vivendo in Italia da diversi anni, risponde in maniera nervosa e infastidita. Un nervosismo ingiustificato perché la sua squadra ha vinto e le domande sono delle banalissime domande. Una storia dei primi anni del nuovo secolo.Il calciatore affermato in realtà si è innervosito perché la giornalista gli ha chiesto del suo rapporto con l’allenatore. Una domanda evidentemente ritenuta insidiosa o addirittura “provocatoria”. Terminata l’intervista Vera Spadini resta a bordo campo e ascolta ciò che il calciatore affermato sta dichiarando a un suo collega maschio. Maschio come l’intervistato e come quasi tutti i personaggi che popolano il mondo del calcio. Il calciatore affermato si accorge che la giornalista è a bordo campo e che sta seguendo l’intervista e le si rivolge in questo modo: «Che cazzo guardi?». Poi, narrano le cronache giornalistiche, pare che le abbia tirato addosso l’elastico che solitamente porta nei capelli.I maschi che circondano il campione affermato, quelli in campo ma anche quelli collegati dallo studio televisivo, ridono e sottolineano l’autenticità della reazione, «Che cazzo guardi» del calciatore affermato come fosse un valore in sé. Poche ore dopo l’accaduto il sito internet della squadra del calciatore affermato diffonde un comunicato stampa: «C’è stata una telefonata tra Zlatan Ibrahimovic e la giornalista di Sky, Vera Spadini, con la quale i due hanno chiarito l’incomprensione avuta al termine dell’intervista a bordocampo dopo Milan-Lecce». L’Amministratore delegato della società di calcio nella quale gioca il calciatore affermato ha dichiarata che il ragazzo, compirà 31 anni e quindi ragazzo non lo è più, «Zlatan è fatto così».

Se fossi un giornalista sportivo non intervisterei e non scriverei più di Zlatan Ibrahimovic.

La società proprietaria del suo cartellino dovrebbe chiedergli di porgere pubblicamente le sue scuse alla giornalista. Gli organi competenti dovrebbe prendere provvedimenti perché uno sportivo e un tesserato non può comportarsi in maniera irrispettosa nei confronti di chi sta effettuando il proprio lavoro. Poi ci sarebbe anche un altro piccolo particolare lui, il calciatore affermato è alto e grosso e maschio, lei, la giornalista, è una donna.

A Vera Spadini esprimo la mia solidarietà e le dico, sinceramente, che è un campione. Per i cialtroni, invece, non ho tempo.

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