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Il nuovo Pescara di Zeman tra gradoni e sogni di gloria


Questo articolo è pubblicato anche su Resto al Sud

L’aura che precede il tecnico di Praga, per ciò che riguarda la preparazione precampionato, è ormai leggenda. Ogni calciatore vuole misurarsi con le sue, ormai leggendarie, sedute di allenamento. Per mettersi alla prova e anche per trarre quei vantaggi di cui hanno goduto tanti grandi campioni a cominciare da Francesco Totti, pupillo indiscusso di Zdeněk Zeman.


Anche in questo suo secondo ritiro con il Pescara, a Rivisondoli per la prima parte e a Palena per la messa a punto dei meccanismi di gioco, bellissime località abruzzesi la prima in provincia dell’Aquila e la seconda in provincia di Chieti, ciò che tiene banco tra i tifosi e i giornalisti sono i famosi gradoni. Il cittadino tifoso invoca i gradoni quasi come voglia di rivalsa contro il mondo intero, i giornalisti sono invece sempre pronti a raccontare il sudore e insieme la gioia di superare prove impegnative che non tutti gli allenatori propongono.
Nel frattempo la preparazione in vista del campionato procede bene e senza intoppi. I calciatori rispondono bene e sono ricettivi alle sollecitazioni tecnico tattiche dell’allenatore. Se proprio bisogna trovare un elemento non positivo di questa prima fase della stagione è il numero eccessivo dei calciatori a disposizione dell’allenatore.
Le aspettative in città sono tante anche se nessuno si sbilancia. C’è molta fiducia nell’operato di Zeman e curiosità per vedere, in partite ufficiali, i nuovi “bimbi” scritturati dal duo Pavone/Leone. Saranno capaci i biancazzurri di far nascere una nuova zemanlandia?
Una domanda alla quale oggi non si può rispondere. Si può provare però a capire cosa sta succedendo nella sede del ritiro e su quali calciatori tenere alta l’attenzione.
Cominciamo dall’attacco, perché è il marchio di fabbrica di Zeman e perché è anche il reparto più completo.
Leonardo Mancuso (1992), Simone Ganz (1993), Christian Capone (1999), Pierluigi Cappelluzzo (1996), Ferdinando Del Sole (1998), Emmanuel Latte Lath (1999).
Saranno in sei a contendersi le tre maglie da titolare previste nel 4-3-3 zemaniano. È notorio poi che Zeman fa ruotare pochi calciatori e che le gerarchie, una volta stabilite, sono difficili da modificare. Quindi lotta serratissima per accaparrarsi un posto al sole.
Ai nastri di partenza e prima della prima partita ufficiale in due sembrano essere certi del posto in squadra nell’undici titolare: sono il capocannoniere dell’ultimo campionato di Lega Pro con ventuno reti, Leonardo Mancuso, e Simone Ganz, giunto a Pescara dopo essere stato corteggiato da tantissime squadre del campionato di serie B. Lui ha scelto Zeman e il Pescara senza tentennamenti.
La terza maglia, ad oggi, non sembra essere stata assegnata. Potrebbe essere alla portata di Christian Capone, considerato da molti il miglior 1999 in circolazione. Grande confidenza con il gol, proveniente dalle giovanili dell’Atalanta, nasce centrocampista ma viene quasi subito dirottato nel tridente d’attacco come esterno per sfruttare meglio le sua grande abilità tecnica. Tutto lo staff tecnico si aspetta da lui grandi cose.
Non avrà vita facile però perché Cappelluzzo, Del Sole e Latte Lath non sembrano essere disposti a fare le belle statuine. Ognuno di questi tre giovani calciatori porta in dote buone capacità tecniche e tutti e tre sono fortemente motivati a far bene con un allenatore che certo ha sempre aiutato e migliorato, in particolar modo, il talento degli attaccanti.
Tutti molto giovani, alcuni giovanissimi, possono essere gli elementi in grado di fare la differenza in campo. Su di loro è concentrata la speranza dei tifosi e l’attenzione dei tanti osservatori che già in queste prime settimane di ritiro hanno affollato le tribune degli impianti di Rivisondoli e Palena.
Anche il centrocampo riveste un ruolo determinante nello scacchiere zemaniano. In particolare l’uomo che gioca davanti alla difesa. Quello che deve dettare i tempi di gioco sia in fase di possesso sia in fase di non possesso. E se è vero che gli attaccanti con Zeman migliorano sempre e approdano successivamente sempre in grandi squadre, basta ricordare Beppe Signori, Ciccio Baiano e Roberto Rambaudi piuttosto che Ciro Immobile o Lorenzo Insigne, anche il metronomo, l’uomo che gioca davanti alla difesa ha sempre avuto fortuna e successo con Zeman. In principio fu Gigi Di Biagi, ieri Marco Verratti. Anche in questo caso quindi massima attenzione.
Mattia Proietti (1992) e Marco Carraro (1998) sono i due candidati principali ad occupare quella posizione. Il primo proviene dal Bassano, scuola Juventus, il secondo invece dalle giovanili dell’Inter. In questo momento l’ago della bilancia sembra pendere in favore di Mattia Proietti, senza dimenticare che in rosa c’è sempre Gaston Brugman (1992) che con la maglia del Pescara ha già disputato più di ottanta partite tra serie A e serie B.
La difesa sembra essere il reparto con più punti interrogativi, quella con meno certezze. Tanti calciatori in procinto di cambiare maglia, ma che per il momento fanno ancora parte della rosa. In queste prime uscite Zeman ha schierato al centro della difesa il giovanissimo Filippo Delli Carri (1999), capitano della Primavera dei biancazzurri. Potrebbe essere lui la sorpresa del campionato e ripercorrere la strada che con il maestro di Praga hanno già percorso Alessandro Nesta, Marquinhos e Alessio Romagnoli schierati anche loro giovanissimi al centro della difesa di Lazio e Roma?
In porta la concorrenza è fortissima. Si contendono la maglia da titolare, Mirko Pigliacelli (1993) e Vincenzo Fiorillo (1990), con il primo leggermente in vantaggio sul secondo.
Tutto è ancora in movimento, tutto in discussione. Il cantiere è aperto e il viaggio è appena all’inizio.
Tra un mese sapremo qualcosa in più. Il tempo necessario per assimilare i movimenti giusti, ripeterli e ripeterli ancora. Il tempo necessario per godere dei primi benefici della preparazione zemaniana. Il tempo necessario anche per compiere i primi errori e provare a correggerli.
Intanto Zeman, fischietto al collo, ginocchio destro appoggiato sull’erba, entrambe le braccia appoggiate sulla gamba sinistra piegata e piantata anch’essa sul prato, guarda gli allenamenti. Dispensa consigli. Cerca, quasi come uno sciamano, tra gli sguardi, nelle rughe della fronte dei suoi calciatori, indicazioni utili. Cerca nel linguaggio del loro corpo sottoposto a sforzo fisico alcune delle risposte alle sue domande. Ha il volto disteso, è sereno e fuma.
La sensazione è che stia nascendo qualcosa di bello. Qualcosa che ha a che fare con la gioia e con i gol. Qualcosa di zemaniano. Per chi vuole salire c’è ancora posto, ma fate in fretta perché tra qualche mese potrebbe essere troppo tardi.

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