le mie recensioni

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Gli edifici industriali dismessi così come le ex zone industriali esercitano, da sempre, un fascino particolare non solo nei confronti degli artisti ma anche dei semplici cittadini. Sono memorie della modernità, monumenti che diventano tali sotto i nostri occhi. Un fenomeno comune a molte città, non solo italiane. In alcuni casi la loro rivitalizzazione e ristrutturazione, paradigmatico il caso di Bilbao in Spagna, è il volano per la rinascita dell’intera città. Non so se succederà la stessa, identica, cosa per il progetto della “Città della Musica” sul sito dell’ex inceneritore a Pescara, certo è che le premesse ci sono tutte. Continue reading La vertigine dello spazio

Il ventisei di agosto dello scorso anno allo stadio “Bentegodi” di Verona, nel primo anticipo di serie B alle ore 19.00, il Pescara vinceva la prima partita del campionato e iniziava nel migliore dei modi un’avventura destinata a restare nella storia del club adriatico e dell’intera serie cadetta. Non era ancora il Pescara di Zeman, non per tutti almeno, e veniva giudicato con sufficienza dalla grande stampa nazionale. Ai nastri di partenza le pretendenti alle tre poltrone che danno diritto a disputare il campionato di serie A erano altre. Il Torino innanzitutto, poi la Sampdoria, il Padova, il Brescia, il Bari, perfino il neopromosso Verona. Il Pescara no. Nessuno aveva pensato alla squadra adriatica come a una delle possibili rivelazioni del campionato. Nessuno tranne Zdenek Zeman.
Continue reading Il bel calcio che appassiona

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La triade formata da Fernand Mondego, Danglars e dal magistrato Gérard de Villefort, trovando un inaspettato punto d’intesa, riesce a far imprigionare Edmond Dantès il giorno delle sue nozze a Marsiglia. Edmond trascorrerà quattordici anni di prigionia nel castello di If fino al giorno della libertà riconquistata. La morte dell’abate Faria, suo compagno di prigonia, gli facilita la fuga mentre la sua amicizia gli consente di diventare “Il Conte di Montecristo”. Raccolto in mare da un’imbarcazione di fortuna salvala pellee inizia una nuova vita. Continue reading Punto Z _ Dal castello d’If alla frittura di paranza

La Resistenza è uno dei due miti fondativi delle origini della nostra storia. Il secondo, o il primo se ragioniamo in termini cronologici, è la vittoria nella Prima Guerra mondiale, l’unica che abbiamo vinto senza cambiare schieramento. Grazie alla Resistenza abbiamo avuto la Carta Costituzionale, il compromesso politico più alto e condiviso che ci sia mai stato in Italia, la nostra carta d’identità. E di fronte agli attacchi scriteriati, infondati e revisionisti che ancora oggi trovano spazio e visibilità sui media è necessario perciò festeggiare il 25 Aprile in modo non retorico ma piuttosto come una testimonianza politica attiva.
Continue reading La Resistenza, un mito fondativo
 Disegno di Ciro Immobile sulla saracinesca di un’edicola di Pescara
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La vittoria del Pescara a Padova per 6-0, venerdì 20 aprile 2012, stadio “Euganeo”, al di là del risultato numerico, resterà negli annali del calcio soprattutto per come è maturata sul campo. Il Pescara di Zeman ha giocato a ritmi altissimi per tutta la durata della gara e solo grazie alla superba prestazione del portiere dei patavini, Mattia Perin, nato il dieci novembre del 1992 e scuola Genoa, il risultato non è andato oltre la già eclatante dimensione tennistica. Una partita quasi perfetta di un collettivo che gioca come tale capace di esaltare le doti dei singoli proprio «giocando tutti insieme». Con le sei reti realizzate a Padova diviene di +22 il saldo tra reti effettuate e subite, 50 quelle subite e 72 quelle realizzate. Capocannoniere del torneo è Ciro Immobile con 25 reti che proprio in virtù di un’annata straordinaria convince anche Ciro Ferrara che lo convoca per la partita dell’Italia contro la Scozia. Diventano quindi quattro i calciatori di Zeman nella nazionale italiana under 21, con Immobile ci saranno infatti Capuano, Verratti e il “primo violino”, Lorenzo Insigne. Non era mai successo nella storia calcistica del Pescara che quattro suoi atleti fossero convocati tutti assieme in una nazionale. Uno dei nuovi record che la squadra allenata dal boemo stabilisce in una stagione che, a prescindere dall’esito finale, è già indimenticabile.
L’ultimo arrivato in nazionale è dunque Ciro Immobile, campano di Torre Annunziata, nato il 20 febbraio del 1990. Un calciatore cresciuto nelle giovanili del Sorrento e acquistato dalla Juventus con la quale vince nel 2009 il Torneo di Viareggio. Lo scorso anno ha giocato in prestito, sempre in serie B, prima al Siena e successivamente al Grosseto, segnando complessivamente due gol. Quest’anno con Zeman la definitiva consacrazione con venticinque gol segnati a sei giornate dal termine del campionato. Calciatore veloce, rapido e molto forte fisicamente si è inserito perfettamente nel 4-3-3 zemaniano dove gioca in posizione centrale. Ha distribuito le sue reti con regolarità durante tutto il corso del campionato, segnando in modi diversi e dimostrando, perciò, di essere un attaccante completo. L’intesa con i compagni del tridente d’attacco zemaniano, Insigne e Sansovini i due esterni, è perfetta e ha portato in dote alla squadra, fino a oggi, 51 gol.
In alcune movenze, ma soprattutto per la potenza che esprime unitamente a una capacità acrobatica fuori dal comune, ricorda “Boninba”, nome coniato da Gioannin Brera per Roberto Boninsegna, il centravanti che faceva coppia con “Rombo di tuono” al Cagliari e che poi ha giocato e vinto con Inter e Juventus. Ai mondiali del 1970 in Messico, con Domenghini sulla destra e Gigi Riva “Rombo di tuono”, sulla sinistra, formava il tridente d’attacco che disputò la finalissima contro il Brasile di Pelè. “Boninba” ha segnato 166 reti in 366 partite disputate nel massimo campionato italiano e ha vinto per due volta la classifica dei marcatori con 24 e 22 gol nel 1970/71 e l’anno successivo. Ha vinto tre scudetti, una coppa Italia e una coppa Uefa con una Juventus tutta italiana. Ciro Immobile è un Boninsegna più mobile e perciò in grado di contribuire di più al gioco della squadra. Se continua a segnare con la stessa regolarità con la quale si è espresso fino a oggi, il Pescara può realisticamente pensare in grande e prepararsi a fare festa. Gli ultimi due gol li ha realizzati proprio contro il Padova contribuendo alla roboante vittoria della sua squadra contro una delle favorite del torneo. Anche lui, come i suoi compagni, non si è accontentato della vittoria in se ma ha continuato a spingere sull’acceleratore anche quando la squadra era in vantaggio di cinque gol. Sempre alla ricerca del gol anche al novantesimo minuto e con il risultato ormai acquisito. Un calciatore sempre corretto e che interpreta, anche sotto questo aspetto, alla perfezione la filosofia del suo allenatore. Rivelatrice di questo aspetto del suo carattere è stata la corsa per abbracciare Zeman dopo il gol del momentaneo vantaggio casalingo nella partita contro il Bari, disputatasi inopinatamente all’indomani della morte di Franco Mancini. Una corsa verso la panchina che ha trascinato con se tutti i compagni di squadra in un abbraccio collettivo che resterà come uno dei momenti e dei regali più belli della straordinaria stagione del Pescara.
Così come le lacrime di Zeman a Padova dopo il sesto di Cascione, sono un regalo grande per tutti e aiutano a capire meglio che la persona umana viene prima di tutto. Il calcio, pur strepitoso e oltre ogni immaginazione come quello realizzato dal Pescara contro il Padova, è solo una conseguenza di un pensiero lungo e che viene da lontano. Quel calcio esprime bellezza e la bellezza chiama altra bellezza, e come afferma il principe Miškin nell’“Idiota” di Dostoevskij «la bellezza salverà il mondo».
Il campo è bagnato, piove a dirotto e i calciatori faticano a far circolare la palla. Il Perugia ospita la Juventus e pur essendo solo alla quinta giornata del campionato è già una partita importante per la classifica. Il Perugia dei miracoli di Ilario Castegner si gioca il primato con la piú blasonata squadra dell’“Avvocato”.
Continue reading Più umanità, meno business
 Piermario Morosini e Franco Mancini
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Il 10 dicembre 2011 per il primo articolo della rubrica “Punto Z” su “Quasi rete”, Antonio Gurrado scelse un titolo che fotografava alla perfezione il momento che stava vivendo la squadra allenata da Zeman: “Pescara canta e balla”. Un titolo che bene esprimeva e sintetizzava i concetti espressi in quell’intervento, in particolare l’invito che rivolgevo a Eduardo Galeano e che vi ripropongo: «Peccato che Eduardo Galeano viva in un paese distante, molto distante, da Pescara. Altrimenti il sabato, dalle 15.00 in poi, in riva all’Adriatico si divertirebbe sempre. E non importa un fico secco a nessuno se la squadra vince o perde. La gente sugli spalti balla. E canta».
E così è stato per alcuni mesi. Indipendentemente dal risultato che si realizzava in campo il pubblico ballava e cantava. E ogni partita accorreva sempre più numeroso allo stadio tanto da battere tutti i record e far diventare Pescara la prima città per numero di spettatori paganti con il 14.95% dell’intera serie B, precedendo in questa particolare classifica, nell’ordine, Torino, Sampdoria, Bari, Reggina, Juve Stabia, Padova e via via tutte le altre città. Continue reading Pescara e il pianto dei delfini

Più che un post è un vero e proprio appello a tutti i media nazionali. Carta stampata, radio, televisione e web.
Siamo, (una parte del popolo italiano, quella che una volta si chiamava anche la maggioranza silenziosa), stati buoni per quasi vent’anni e abbiamo con “orgoglio” rispettato la volontà popolare e la democrazia tollerando una banda di razzisti, ignoranti e cialtroni. Le inchieste in corso ci diranno se sono stati anche disonesti.
Continue reading Cercate la bellezza. C’è, basta aprire bene gli occhi e vedere per guardare.
 Franco Mancini, il portiere di Zemanlandia
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In un pomeriggio qualunque di marzo è morto Franco Mancini, il portiere di zemanlandia. Aveva quarantaquattro anni ed era il preparatore dei portieri del Pescara. É morto a casa sua dopo aver diretto l’ultimo allenamento e mentre aspettava l’arrivo di sua moglie e dei due suoi figli. Si era trasferito a Pescara da poco meno di un anno ed era arrivato con il suo mentore, Zden?k Zeman. La prima volta s’incontrarono nel 1986, ventisei anni fa, e da allora non si erano mai persi di vista. Otto anni insieme a Foggia, poi Lazio e Napoli. Poi ancora Foggia e quest’anno Pescara. Continue reading Punto Z _ Il portiere di zemanlandia

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Che non fosse una giornata positiva per il Pescara di Zeman avremmo dovuto capirlo subito e invece non abbiamo dato nessuna importanza agli accadimenti.
Arriviamo ad Ascoli Piceno alle 12.30, la partita inizia alle 15.00, c’è tempo solo per un veloce spuntino. Parcheggiamo la macchina molto distante dallo stadio per evitare brutte sorprese all’uscita e cerchiamo il negozio di “frutta e verdura” che ci hanno indicato per mangiare le olive ascolane. Lo abbiamo ripetuto come un mantra fin dalla partenza: oggi si pranza con olive ascolane e bollicine. Il negozio di “frutta e verdura” è in realtà un piccolo bazar, si vende un po’ di tutto compreso cibo da asporto. Quando arriviamo è quasi ora di chiusura e lo capiamo dall’aria insofferente con cui ci accolgono. Non abbiamo dubbi su cosa ordinare ovviamente: «Olive ascolane», diciamo all’unisono.
«Oggi niente olive, non le prepariamo tutti i giorni. Abbiamo patate al forno, melanzane e carciofi. E poi ci sono anche i fiadoni». Risponde la più giovane delle tre.
«Come i fiadoni – rispondo d’istinto – veniamo dall’Abruzzo a mangiare i fiadoni da voi nelle Marche?». Le tre ragazze si guardano e sorridono. Ci guardiamo anche noi, siamo tre contro tre, e dopo una breve indecisione ordiniamo. Prendiamo una porzione di patate e carciofi, una di patate e una terza di melanzane. E due fiadoni a testa che per tre fanno sei… Mangiamo con posate di plastica in vaschette di plastica. Non è proprio il massimo e non corrisponde esattamente alle nostre attese. Le bollicine sono sostituite da una birra fredda consumata in un bar frequentato da una fauna molto particolare, e dopo avere bevuto un caffè prendiamo la strada che porta al “Del Duca” di Ascoli Piceno. Continue reading Punto Z _ Il rumore dei nemici e il ripieno dei fiadoni
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