le mie recensioni

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 Piermario Morosini e Franco Mancini
Questo articolo è pubblicato anche su QuasiRete, il blog di narrazione sportiva di www.gazzetta.it
Il 10 dicembre 2011 per il primo articolo della rubrica “Punto Z” su “Quasi rete”, Antonio Gurrado scelse un titolo che fotografava alla perfezione il momento che stava vivendo la squadra allenata da Zeman: “Pescara canta e balla”. Un titolo che bene esprimeva e sintetizzava i concetti espressi in quell’intervento, in particolare l’invito che rivolgevo a Eduardo Galeano e che vi ripropongo: «Peccato che Eduardo Galeano viva in un paese distante, molto distante, da Pescara. Altrimenti il sabato, dalle 15.00 in poi, in riva all’Adriatico si divertirebbe sempre. E non importa un fico secco a nessuno se la squadra vince o perde. La gente sugli spalti balla. E canta».
E così è stato per alcuni mesi. Indipendentemente dal risultato che si realizzava in campo il pubblico ballava e cantava. E ogni partita accorreva sempre più numeroso allo stadio tanto da battere tutti i record e far diventare Pescara la prima città per numero di spettatori paganti con il 14.95% dell’intera serie B, precedendo in questa particolare classifica, nell’ordine, Torino, Sampdoria, Bari, Reggina, Juve Stabia, Padova e via via tutte le altre città. Continue reading Pescara e il pianto dei delfini

Più che un post è un vero e proprio appello a tutti i media nazionali. Carta stampata, radio, televisione e web.
Siamo, (una parte del popolo italiano, quella che una volta si chiamava anche la maggioranza silenziosa), stati buoni per quasi vent’anni e abbiamo con “orgoglio” rispettato la volontà popolare e la democrazia tollerando una banda di razzisti, ignoranti e cialtroni. Le inchieste in corso ci diranno se sono stati anche disonesti.
Continue reading Cercate la bellezza. C’è, basta aprire bene gli occhi e vedere per guardare.
 Franco Mancini, il portiere di Zemanlandia
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In un pomeriggio qualunque di marzo è morto Franco Mancini, il portiere di zemanlandia. Aveva quarantaquattro anni ed era il preparatore dei portieri del Pescara. É morto a casa sua dopo aver diretto l’ultimo allenamento e mentre aspettava l’arrivo di sua moglie e dei due suoi figli. Si era trasferito a Pescara da poco meno di un anno ed era arrivato con il suo mentore, Zden?k Zeman. La prima volta s’incontrarono nel 1986, ventisei anni fa, e da allora non si erano mai persi di vista. Otto anni insieme a Foggia, poi Lazio e Napoli. Poi ancora Foggia e quest’anno Pescara. Continue reading Punto Z _ Il portiere di zemanlandia

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Che non fosse una giornata positiva per il Pescara di Zeman avremmo dovuto capirlo subito e invece non abbiamo dato nessuna importanza agli accadimenti.
Arriviamo ad Ascoli Piceno alle 12.30, la partita inizia alle 15.00, c’è tempo solo per un veloce spuntino. Parcheggiamo la macchina molto distante dallo stadio per evitare brutte sorprese all’uscita e cerchiamo il negozio di “frutta e verdura” che ci hanno indicato per mangiare le olive ascolane. Lo abbiamo ripetuto come un mantra fin dalla partenza: oggi si pranza con olive ascolane e bollicine. Il negozio di “frutta e verdura” è in realtà un piccolo bazar, si vende un po’ di tutto compreso cibo da asporto. Quando arriviamo è quasi ora di chiusura e lo capiamo dall’aria insofferente con cui ci accolgono. Non abbiamo dubbi su cosa ordinare ovviamente: «Olive ascolane», diciamo all’unisono.
«Oggi niente olive, non le prepariamo tutti i giorni. Abbiamo patate al forno, melanzane e carciofi. E poi ci sono anche i fiadoni». Risponde la più giovane delle tre.
«Come i fiadoni – rispondo d’istinto – veniamo dall’Abruzzo a mangiare i fiadoni da voi nelle Marche?». Le tre ragazze si guardano e sorridono. Ci guardiamo anche noi, siamo tre contro tre, e dopo una breve indecisione ordiniamo. Prendiamo una porzione di patate e carciofi, una di patate e una terza di melanzane. E due fiadoni a testa che per tre fanno sei… Mangiamo con posate di plastica in vaschette di plastica. Non è proprio il massimo e non corrisponde esattamente alle nostre attese. Le bollicine sono sostituite da una birra fredda consumata in un bar frequentato da una fauna molto particolare, e dopo avere bevuto un caffè prendiamo la strada che porta al “Del Duca” di Ascoli Piceno. Continue reading Punto Z _ Il rumore dei nemici e il ripieno dei fiadoni
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Nel posticipo contro il Brescia giocato in notturna per esigenze televisive, come spesso capita quest’anno al Pescara, la squadra adriatica non va oltre il pareggio. Una bella partita nel primo tempo, rovinata nel secondo da un arbitro scarso come capita spesso quest’anno nelle partite in cui gioca il Pescara. La squadra di Zeman supera altri due primati. Nuovo record di presenze allo stadio, vale la pena ricordare ancora una volta che si giocava di lunedì alle 20.45, con 18.591 spettatori, che poche squadre anche in serie A possono vantare e ventiduesimo gol di Ciro Immobile, che diventa il biancazzurro con il maggior numero di reti segnate in un campionato di serie B. Il record precedente apparteneva a Stefano Rebonato che con 21 gol vinse la classifica cannonieri del campionato di serie B 1986/1987. Erail Pescara di Giovanni Galeone che conquistò la serie A, 44 punti in 38 partite, insieme al Pisa e al Cesena. Era un altro calcio, i tifosi potevano seguire la squadra in trasferta, la vittoria valeva due punti e soprattutto si pranzava a casa e poi andare allo stadio. Non c’erano anticipi e posticipi, si giocava tutti alla stessa ora e il calendario lo decideva la Lega calcio e non la “pay per view”. Continue reading Punto Z _ Se vince l’ignoranza, perdiamo tutti
“Polvere di sole” è una favola lunga 101 favole quasi come gli anni che ha compiuto lo scorso venerdì Tonino Guerra, novantadue. Auguri belli poeta.
Ma oltre alle 101 favole di “Polvere di sole”, c’è una favola vera e non conosciuta che ha come protagonista Tonino Guerra e l’Abruzzo. Mi svela questa bella storia Salvatore Giannella, il curatore di “Polvere di sole”, giornalista (ha diretto “L’Europeo” e “Airone” dei tempi eroici) e scrittore (Enzo Biagi “Consigli per un paese normale”, Rizzoli), oltre che amico di lunga data di Tonino Guerra.
Continue reading Intervista a Salvatore Giannella
Le 101 favole contenute nel nuovo lavoro di Tonino Guerra, “Polvere di sole” (Bompiani, 176 pp, 16,50 €) inseguono, cercano e infine trovano un grado zero dello sguardo. Letture brevi per meglio custodire un “io” spesso sovrastato dalla grevità della nostra contemporaneità. Cose semplici. A volte solo colori, sensazioni.
Continue reading Polvere di sole, Tonino Guerra
“Il bandito e il campione” è una bellissima canzone di Francesco De Gregori che racconta la storia di due amici, Costante Girardengo e Sante Pollastro. Il primo è un campione di ciclismo mentre il secondo è un bandito. Entrambi sempre in fuga anche se da situazioni e persone diverse. Una bella storia di amicizia, certo un po’ romanzata dal poeta, «una storia d’altri tempi, di prima del motore quando si correva per rabbia o per amore, ma fra rabbia ed amore il distacco già cresce e chi sarà il campione già si capisce».
Continue reading Il cialtrone e il campione

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Lo stadio Pier Cesare Tomobolato di Cittadella è un piccolo stadio, con due tribune e una sola curva. Volendo utilizzare le denominazioni di quando nel calcio non c’erano anticipi e posticipi, dovremmo dire una tribuna centrale, un settore distinti e una curva. Un piccolo stadio per una piccola cittadina, circa 20.000 abitanti, situata nella pianura padana e amministrata da una giunta leghista. Su Wikipedia si legge: «Oggi Cittadella è una delle città più ricche d’Italia: a fronte di soli 20.000 abitanti, conta oltre 2.500 imprese». Continue reading Punto Z _ La Padania non esiste, Zemanlandia sì
 Marco Verratti, centrocampista del Pescara di Zeman
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Nel campionato italiano gli allenatori vincenti sono pochi, pochissimi, perché in Italia vincono sempre le stesse squadre: Juventus, Milan e Inter. Negli ultimi vent’anni è successo diciassette volte. I tre campionati che mancano all’appello sono stati vinti da Sampdoria, Roma e Lazio. Per questa ragione è difficile esprimere un giudizio obiettivo e scegliere il miglior allenatore italiano. Per poter esprimere un giudizio di merito occorrono quindi parametri altri, più oggettivi e soprattutto comparabili. Continue reading Punto Z_Gli allenatori non sono tutti uguali
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