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 Franco Mancini, il portiere di Zemanlandia
Questo articolo è pubblicato anche su QuasiRete, il blog di narrazione sportiva di www.gazzetta.it
In un pomeriggio qualunque di marzo è morto Franco Mancini, il portiere di zemanlandia. Aveva quarantaquattro anni ed era il preparatore dei portieri del Pescara. É morto a casa sua dopo aver diretto l’ultimo allenamento e mentre aspettava l’arrivo di sua moglie e dei due suoi figli. Si era trasferito a Pescara da poco meno di un anno ed era arrivato con il suo mentore, Zden?k Zeman. La prima volta s’incontrarono nel 1986, ventisei anni fa, e da allora non si erano mai persi di vista. Otto anni insieme a Foggia, poi Lazio e Napoli. Poi ancora Foggia e quest’anno Pescara. Continue reading Punto Z _ Il portiere di zemanlandia

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Che non fosse una giornata positiva per il Pescara di Zeman avremmo dovuto capirlo subito e invece non abbiamo dato nessuna importanza agli accadimenti.
Arriviamo ad Ascoli Piceno alle 12.30, la partita inizia alle 15.00, c’è tempo solo per un veloce spuntino. Parcheggiamo la macchina molto distante dallo stadio per evitare brutte sorprese all’uscita e cerchiamo il negozio di “frutta e verdura” che ci hanno indicato per mangiare le olive ascolane. Lo abbiamo ripetuto come un mantra fin dalla partenza: oggi si pranza con olive ascolane e bollicine. Il negozio di “frutta e verdura” è in realtà un piccolo bazar, si vende un po’ di tutto compreso cibo da asporto. Quando arriviamo è quasi ora di chiusura e lo capiamo dall’aria insofferente con cui ci accolgono. Non abbiamo dubbi su cosa ordinare ovviamente: «Olive ascolane», diciamo all’unisono.
«Oggi niente olive, non le prepariamo tutti i giorni. Abbiamo patate al forno, melanzane e carciofi. E poi ci sono anche i fiadoni». Risponde la più giovane delle tre.
«Come i fiadoni – rispondo d’istinto – veniamo dall’Abruzzo a mangiare i fiadoni da voi nelle Marche?». Le tre ragazze si guardano e sorridono. Ci guardiamo anche noi, siamo tre contro tre, e dopo una breve indecisione ordiniamo. Prendiamo una porzione di patate e carciofi, una di patate e una terza di melanzane. E due fiadoni a testa che per tre fanno sei… Mangiamo con posate di plastica in vaschette di plastica. Non è proprio il massimo e non corrisponde esattamente alle nostre attese. Le bollicine sono sostituite da una birra fredda consumata in un bar frequentato da una fauna molto particolare, e dopo avere bevuto un caffè prendiamo la strada che porta al “Del Duca” di Ascoli Piceno. Continue reading Punto Z _ Il rumore dei nemici e il ripieno dei fiadoni
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Nel posticipo contro il Brescia giocato in notturna per esigenze televisive, come spesso capita quest’anno al Pescara, la squadra adriatica non va oltre il pareggio. Una bella partita nel primo tempo, rovinata nel secondo da un arbitro scarso come capita spesso quest’anno nelle partite in cui gioca il Pescara. La squadra di Zeman supera altri due primati. Nuovo record di presenze allo stadio, vale la pena ricordare ancora una volta che si giocava di lunedì alle 20.45, con 18.591 spettatori, che poche squadre anche in serie A possono vantare e ventiduesimo gol di Ciro Immobile, che diventa il biancazzurro con il maggior numero di reti segnate in un campionato di serie B. Il record precedente apparteneva a Stefano Rebonato che con 21 gol vinse la classifica cannonieri del campionato di serie B 1986/1987. Erail Pescara di Giovanni Galeone che conquistò la serie A, 44 punti in 38 partite, insieme al Pisa e al Cesena. Era un altro calcio, i tifosi potevano seguire la squadra in trasferta, la vittoria valeva due punti e soprattutto si pranzava a casa e poi andare allo stadio. Non c’erano anticipi e posticipi, si giocava tutti alla stessa ora e il calendario lo decideva la Lega calcio e non la “pay per view”. Continue reading Punto Z _ Se vince l’ignoranza, perdiamo tutti
“Polvere di sole” è una favola lunga 101 favole quasi come gli anni che ha compiuto lo scorso venerdì Tonino Guerra, novantadue. Auguri belli poeta.
Ma oltre alle 101 favole di “Polvere di sole”, c’è una favola vera e non conosciuta che ha come protagonista Tonino Guerra e l’Abruzzo. Mi svela questa bella storia Salvatore Giannella, il curatore di “Polvere di sole”, giornalista (ha diretto “L’Europeo” e “Airone” dei tempi eroici) e scrittore (Enzo Biagi “Consigli per un paese normale”, Rizzoli), oltre che amico di lunga data di Tonino Guerra.
Continue reading Intervista a Salvatore Giannella
Le 101 favole contenute nel nuovo lavoro di Tonino Guerra, “Polvere di sole” (Bompiani, 176 pp, 16,50 €) inseguono, cercano e infine trovano un grado zero dello sguardo. Letture brevi per meglio custodire un “io” spesso sovrastato dalla grevità della nostra contemporaneità. Cose semplici. A volte solo colori, sensazioni.
Continue reading Polvere di sole, Tonino Guerra
“Il bandito e il campione” è una bellissima canzone di Francesco De Gregori che racconta la storia di due amici, Costante Girardengo e Sante Pollastro. Il primo è un campione di ciclismo mentre il secondo è un bandito. Entrambi sempre in fuga anche se da situazioni e persone diverse. Una bella storia di amicizia, certo un po’ romanzata dal poeta, «una storia d’altri tempi, di prima del motore quando si correva per rabbia o per amore, ma fra rabbia ed amore il distacco già cresce e chi sarà il campione già si capisce».
Continue reading Il cialtrone e il campione

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Lo stadio Pier Cesare Tomobolato di Cittadella è un piccolo stadio, con due tribune e una sola curva. Volendo utilizzare le denominazioni di quando nel calcio non c’erano anticipi e posticipi, dovremmo dire una tribuna centrale, un settore distinti e una curva. Un piccolo stadio per una piccola cittadina, circa 20.000 abitanti, situata nella pianura padana e amministrata da una giunta leghista. Su Wikipedia si legge: «Oggi Cittadella è una delle città più ricche d’Italia: a fronte di soli 20.000 abitanti, conta oltre 2.500 imprese». Continue reading Punto Z _ La Padania non esiste, Zemanlandia sì
 Marco Verratti, centrocampista del Pescara di Zeman
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Nel campionato italiano gli allenatori vincenti sono pochi, pochissimi, perché in Italia vincono sempre le stesse squadre: Juventus, Milan e Inter. Negli ultimi vent’anni è successo diciassette volte. I tre campionati che mancano all’appello sono stati vinti da Sampdoria, Roma e Lazio. Per questa ragione è difficile esprimere un giudizio obiettivo e scegliere il miglior allenatore italiano. Per poter esprimere un giudizio di merito occorrono quindi parametri altri, più oggettivi e soprattutto comparabili. Continue reading Punto Z_Gli allenatori non sono tutti uguali

Un mio amico, uno studioso e fine intellettuale, una persona che stimo e di cui leggo quasi tutto quello che scrive, dedica un post al caso Buffon, Selvaggio e sentimentale. Il suo breve ragionamento assolve Buffon e quello che per molti è stato un gesto antisportivo, e termina in questo modo, «in Italia si perdona tutto tranne il talento».
In questa occasione non condivido nulla di ciò che il mio amico Antonio scrive. E quando ho finito di leggere il suo articolo ho capito, ancora meglio, perché proprio quando si “gioca” emergono le vere differenze tra le persone. Emergono le tante letture del mondo che “costruiscono” il mondo che abitiamo.
Continue reading Perché non avrei convocato Buffon in nazionale
 Gianni Rivera con la maglia dell’Alessandria
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Il Milan è Rivera e nessun “parvenu”, per quanto ricco e per questo anche vincente, potrà per decreto cancellare questa verità assoluta. È anche uno dei calciatori più forti della storia del calcio italiano e nel 1969 è stato il primo italiano a vincere il Pallone d’oro. Tre scudetti, due volte la coppa dei campioni, quando non si chiamava Champions League e non aveva quell’orrenda sigla televisiva di oggi, una coppa intercontinentale (quando si giocava sui campi infuocati sudamericani), due coppe delle coppe, quattro volte la coppa Italia. Ha giocato sessanta volte in nazionale, ha vinto un Campionato Europeo ed è arrivato secondo ai mondiali del 1970 in Messico. Continue reading Punto Z_Ho visto Gianni Rivera a Bergamo. Aveva il numero dieci e la maglia gialla
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