le mie recensioni

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«Vattimo è un’intelligenza che rimane», con queste parole il professor Giulio Lucchetta introduce Gianni Vattimo al pubblico che affolla la sala della mediateca di Torricella Peligna intitolata a John Fante. Sold out per la lectio magistralis del filosofo torinese che è stato preside della facoltà di Lettere e Filosofia della sua città.
Continue reading Vattimo, lezione sull’arte
Sandro Visca ha vissuto e vive d’arte. Fuori da circuiti mondani e carovane commerciali, in uno spazio sempre troppo poco popolato, una sorta di linea di mezzeria, da dove è più facile ascoltarsi e ascoltare, vedere oltre che guardare. Frequenta da sempre le vie mediane. Sin da adolescente quando la montagna, e la montagna per un aquilano di nascita è il Gran Sasso, ha esercitato su di lui un fascino irresistibile.
Continue reading Ritratto di Sandro Visca
L’utopia di Roland Barthes di ripulire la scrittura da tutte le incrostazioni che l’abitano, riemerge dall’oblio di un sempre più afasico dibattito culturale per assurgere a nuova centralità, quasi come una necessità, nel Museo Laboratorio di Città Sant’Angelo diretto da Enzo De Leonibus, artista e vero anfitrione. Barthes userà anche il termine “lingua bianca” per meglio descrivere ciò che intendeva per Grado zero della scrittura.
Continue reading Il grado zero dello sguardo
Ho letto la lettera che Vasco Rossi ha scritto ai suoi fan (e non fans come scrive lui) e «restò su la soglia come basito» scriverei, parlando di me in terza persona e al passato, se fossi Pirandello.
Pensieri banali e una sequenza impressionante di errori grammaticali. La punteggiatura ricorda la mitica lettera di Totò e Peppino con la differenza, non trascurabile, che ascoltando la prima si rideva di gusto, leggendo la lettera di Vasco il sentimento che ti assale è la depressione.
Continue reading Qualcuno suggerisca a Vasco Rossi di lasciar perdere la razza
Ogni accadimento contemporaneo è, grazie anche ai nuovi sistemi di comunicazione, accessibile a un numero sempre maggiore di utenti. Giornali, televisione, internet, social media, raccontano e svelano in tempo reale e sempre più spesso in contraddizione tra loro, ciò che accade sotto i nostri occhi. Più gli accadimenti sono dolorosi più la narrazione occupa lo spazio della comunicazione.
Continue reading Le trappole dell’identità

«[…] tutte le altre notizie terribili che arrivano, continuano ad arrivare e però non ci frenano, ci lasciano correre. Finché non riguardano noi». Parlano della velocità e della distrazione del nostro tempo le prime pagine del libro di Paolo Di Paolo. Pagine che precedono la prima parte, una sorta di avviso ai naviganti per dire: io vi ho messo in guardia. Poi inizia la narrazione che non è ancora la storia che l’autore ci vuol raccontare ma l’involucro necessario, la cornice entro la quale inscrivere la vicenda degli ultimi dieci anni di vita italiana o dei primi dieci anni del nuovo millennio come sostiene Italo Tramontana il protagonista del romanzo.
Continue reading Dove eravate tutti, Paolo Di Paolo
A leggere i giornali o a seguire le notizie che corrono veloci sulla rete sembra che tutti (e tutti sta per anchorman, giornalisti, nani e ballerine) stiano scappando dalla Rai. Come un ammutinamento. Prima Michele Santoro, poi Lucia Annunziata, addirittura Simona Ventura. Un programma intero, il programma più visto dell’intera stagione televisiva appena trascorsa, Vieni via con me, sbolognato come se fosse l’ultimo dei fondi di magazzino.
Continue reading Fuga continua dalla Rai (così pare)
La storia non procede per salti ma tutti i grandi cambiamenti hanno sempre inizio e spesso s’identificano con un avvenimento simbolico in grado di scardinare lo status quo. Occorre cioè una causa scatenante per dar fuoco alle polveri. La presa della Bastiglia a Parigi, 14 luglio 1789, segna l’inizio della Rivoluzione francese. Il 28 giugno del 1914 uno studente serbo bosniaco uccide l’arciduca Francesco Ferdinando e un mese più tardi l’Austria dichiara guerra alla Serbia: è l’inizio della prima guerra mondiale. In entrambi i casi le condizioni che avrebbero portato alla rivoluzione e alla guerra, erano maturate nel corso degli anni precedenti ma i due episodi segnano uno spartiacque tra il prima e il dopo.
Continue reading Twitter e le rivoluzioni, Giovanna Loccatelli
Questo aritocolo è stato pubblicato anche sul quotidiano L’Attacco.
Libertà è un libro spudoratamente di parte. Jonathan Franzen parla «del mondo in cui viviamo, invece di rifugiarsi nell’adolescenza o in questioni marginali», lo fa utilizzando la famiglia Berglund, Walter e Patty i protagonisti principali attorno a cui è costruita la narrazione, e conferma, dopo il successo di Le correzioni, di essere uno dei più grandi scrittori viventi.
Continue reading Libertà, Jonathan Franzen
«Nessun americano è rimasto ferito [..] Dopo un conflitto a fuoco Osama Bin Laden è stato ucciso […] In una notte come questa possiamo dire alle famiglie che hanno perso i loro cari a causa di Al Qaeda giustizia è stata fatta […] il risultato di oggi è una testimonianza della grandezza di questo paese e della determinazione del suo popolo».
Continue reading «Giustizia è fatta». Forse no.
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