le mie recensioni


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Qualcuno suggerisca a Vasco Rossi di lasciar perdere la razza

Ho letto la lettera che Vasco Rossi ha scritto ai suoi fan (e non fans come scrive lui) e «restò su la soglia come basito» scriverei, parlando di me in terza persona e al passato, se fossi Pirandello.
Pensieri banali e una sequenza impressionante di errori grammaticali. La punteggiatura ricorda la mitica lettera di Totò e Peppino con la differenza, non trascurabile, che ascoltando la prima si rideva di gusto, leggendo la lettera di Vasco il sentimento che ti assale è la depressione.

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Le trappole dell’identità

Ogni accadimento contemporaneo è, grazie anche ai nuovi sistemi di comunicazione, accessibile a un numero sempre maggiore di utenti. Giornali, televisione, internet, social media, raccontano e svelano in tempo reale e sempre più spesso in contraddizione tra loro, ciò che accade sotto i nostri occhi. Più gli accadimenti sono dolorosi più la narrazione occupa lo spazio della comunicazione.

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Dove eravate tutti, Paolo Di Paolo

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«[…] tutte le altre notizie terribili che arrivano, continuano ad arrivare e però non ci frenano, ci lasciano correre. Finché non riguardano noi». Parlano della velocità e della distrazione del nostro tempo le prime pagine del libro di Paolo Di Paolo. Pagine che precedono la prima parte, una sorta di avviso ai naviganti per dire: io vi ho messo in guardia. Poi inizia la narrazione che non è ancora la storia che l’autore ci vuol raccontare ma l’involucro necessario, la cornice entro la quale inscrivere la vicenda degli ultimi dieci anni di vita italiana o dei primi dieci anni del nuovo millennio come sostiene Italo Tramontana il protagonista del romanzo.
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Fuga continua dalla Rai (così pare)

A leggere i giornali o a seguire le notizie che corrono veloci sulla rete sembra che tutti (e tutti sta per anchorman, giornalisti, nani e ballerine) stiano scappando dalla Rai. Come un ammutinamento. Prima Michele Santoro, poi Lucia Annunziata, addirittura Simona Ventura. Un programma intero, il programma più visto dell’intera stagione televisiva appena trascorsa, Vieni via con me, sbolognato come se fosse l’ultimo dei fondi di magazzino.

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Twitter e le rivoluzioni, Giovanna Loccatelli

La storia non procede per salti ma tutti i grandi cambiamenti hanno sempre inizio e spesso s’identificano con un avvenimento simbolico in grado di scardinare lo status quo. Occorre cioè una causa scatenante per dar fuoco alle polveri. La presa della Bastiglia a Parigi, 14 luglio 1789, segna l’inizio della Rivoluzione francese. Il 28 giugno del 1914 uno studente serbo bosniaco uccide l’arciduca Francesco Ferdinando e un mese più tardi l’Austria dichiara guerra alla Serbia: è l’inizio della prima guerra mondiale. In entrambi i casi le condizioni che avrebbero portato alla rivoluzione e alla guerra, erano maturate nel corso degli anni precedenti ma i due episodi segnano uno spartiacque tra il prima e il dopo.

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Libertà, Jonathan Franzen

Questo aritocolo è stato pubblicato anche sul quotidiano L’Attacco.

Libertà è un libro spudoratamente di parte. Jonathan Franzen parla «del mondo in cui viviamo, invece di rifugiarsi nell’adolescenza o in questioni marginali», lo fa utilizzando la famiglia Berglund, Walter e Patty i protagonisti principali attorno a cui è costruita la narrazione, e conferma, dopo il successo di Le correzioni, di essere uno dei più grandi scrittori viventi.

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«Giustizia è fatta». Forse no.

«Nessun americano è rimasto ferito [..] Dopo un conflitto a fuoco Osama Bin Laden è stato ucciso […] In una notte come questa possiamo dire alle famiglie che hanno perso i loro cari a causa di Al Qaeda giustizia è stata fatta […] il risultato di oggi è una testimonianza della grandezza di questo paese e della determinazione del suo popolo».

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Le giostre sono per gli scemi, Barbara Di Gregorio

Un termine proprio per descrivere il sentimento che suscita la lettura del libro scritto da Barbara Di Gregorio è: mestizia. Mestizia che ti accompagna fin dalle prime parole e non t’abbandona per tutte le duecentosettantanove pagine del libro.

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A Pescara la Feltrinelli fa 500

La tecnologia sta modificando in maniera (quasi) irreversibile le nostre vite. Viviamo immersi nell’era digitale. La musica è digitale. Le immagini sono digitali. Le parole sono digitali. Smartphone, iPad, ebook hanno sostituito nell’immaginario collettivo oggetti e parole come giradischi, proiettore, enciclopedia.

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Habemus Papam

Habemus Papam è il film più bello di Nanni Moretti e lo è per tante ragioni.
Lo è innanzitutto perché in questo film ci sono almeno quattro passaggi da regista di vaglia. E soprattutto perché c’è poesia.

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