le mie recensioni


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Sangue e merda

Dopo il prezzario delle escort per una serata trascorsa con il premier, da 5.000 a 7.000 euro indipendentemente dalla prestazione offerta sia essa la partecipazione a una cena o altro, reso noto dalle stesse protagoniste, ecco servito il prezzario per votare la fiducia al Governo.

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Che la terra ti sia lieve.

Il disappunto, la tristezza e il dolore per la morte di Mario Monicelli non ci deve impedire di cogliere quella che a me pare essere la sua ultima, rigorosa, e nello stesso tempo grande lezione. Non sapremo mai le vere ragioni della sua scelta o se ci sono state delle ragioni, non le ascolteremo comunque dalla sua viva voce, ma come per alcune delle sue opere possiamo interrogarci e provare a capire, interpretare.

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Perché Fabio Fazio e Roberto Saviano fanno “Grandi numeri”

La terza puntata di Vieni via con me è stata un trionfo senza precedenti per Rai Tre. Nove milioni e settecentomila telespettatori. 31.60% di share. Oltre 20 milioni di contatti.

I numeri non sono tutto è vero, ma spesso spiegano più di tante analisi. La terza puntata di Vieni via con me, il programma televisivo di Fabio Fazio e Roberto Saviano, è stata un trionfo.

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Peregrin d’amore, Eraldo Affinati

Peregrin d’amore. Sotto il cielo degli scrittori italiani, ovvero come si potrebbe insegnare la letteratura a scuola. Un viaggio nella lingua italiana e nei luoghi che gli scrittori hanno abitato o che sono ascrivibili alla loro attività.
La partenza prende le mosse dal castello forse preferito da Federico II, Castel del Monte, ma l’incipit vero e proprio coincide con la città in cui poteva finire la storia dell’uomo sulla Terra, Nagasaki.

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Intervista a Eraldo Affinati

Peregrin d’Amore è l’ultimo libro di Eraldo Affinati. Un lungo viaggio nella lingua italiana e nei luoghi che gli scrittori hanno abitato e vissuto.
Due le fermate in Abruzzo: Pescara e Fossa. D’Annunzio, Flaiano e Silone gli scrittori coinvolti.

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Festival delle Letterature

Stasera presento il libro di Pino Aprile, Terroni. Con Pino Aprile.
ore 21.15, Museo Vittoria Colonna_Pescara

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Nove milioni e 31 mila telespettatori. 30.21% di share. Quasi 20 milioni di contatti.

I numeri non sono tutto è vero, ma spesso spiegano più di tante analisi. La seconda puntata di Vieni via con me, il programma televisivo di Fabio Fazio e Roberto Saviano, è stata un trionfo. Un trionfo senza precedenti per Rai 3. Nove milioni e 31 telespettatori. 30.21% di share. Quasi 20 milioni di contatti.

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Buona domenica a tutti.

«Non perdete la speranza, non c’è motivo di farsi scoraggiare […] C’è democrazia quando il popolo controlla il governo. Accetterò che il popolo mi controlli» (Aung San Suu Kyi)

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Pensieri, parole, opere e omissioni

La crisi internazionale, che pure ha messo in difficoltà gran parte del mondo occidentale, in Italia ha squarciato il velo sulla classe dirigente del nostro Paese. Lo squarcio ha reso evidente che il Paese vive un momento difficile anche perché la sua classe dirigente non sembra all’altezza del compito che le spetta. Lo squarcio, sempre lui, ha mostrato inoltre che la classe dirigente politica italiana vive un momento di grande difficoltà. Immobile, distante dai problemi reali della gente comune e incapace d’incidere in maniera positiva. Una politica incapace di ripensare se stessa.
Mancano le parole alla politica, «occorre un nuovo vocabolario per la politica» ripete quasi come una cantilena Nichi Vendola, del pensiero si è persa ogni traccia, di opere neppure l’ombra, se non l’eterna Salerno-Reggio Calabria e il famigerato Ponte sullo Stretto di Messina, sempre e solo opere che restano sulla carta. Abbondano invece le omissioni.
L’ultima in ordine di tempo, di giornata potremmo dire, è quella del Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, sul caso Ruby, la ragazza che il Presidente pensava fosse la nipote di Mubarack. «Quello che ha dichiarato in aula Maroni non mi va giù. Non mi è sembrato possibile che un ministro vada in Parlamento a dire queste cose. Io che ero là non posso permetterlo», è quello che sostiene il pm dei minori di Milano Annamaria Fiorillo. Aspettando l’esito di questa querelle sono certo che Il Giornale ha già un dossier pronto all’uso.
Quando guardo i protagonisti di queste vicende non posso fare a meno di pensare a un detto che ripeteva sempre mia madre: «E che vita. Se durasse».
Pensieri, parole, opere e omissioni appunto. Avanti tutta.

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Storie di un’Italia che non c’è più

Pettorano sul Gizio (Aq), i ragazzi della comunità di base del gruppo “l’Aratro” fanno lezione all’aperto.

Stamattina ho letto un post che mi ha colpito molto. Parla di un’altra Italia. Di un’Italia che non c’è più. Lo ha scritto un mio amico Marcello Bonitatibus sul sito dell’Associazione culturale “Pietro De Stephanis” di Pettorano sul Gizio un piccolo paese in provincia di L’Aquila.
La chiccha, che vi consiglio di guardare, è un filmato del 1977 realizzato da una troupe tedesca, Basicgemeinden eine change fur die kirche.

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