le mie recensioni


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culture metropolitane su la Repubblica_Bari

Da oggi inizia una nuova collaborazione per culture metropolitane.
Notizie e nuove recensioni su la Repubblica_Bari nella rubrica LIBRI parole e dintorni

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È nata una star?, Nick Hornby

Questo consiglio di lettura è rivolto prevalentemente a due tipologie di persone: a estimatori di Nick Hornby e a tutti coloro che hanno degli amici o delle amiche ritardatari.
Per gli estimatori di Nick Hornby: correte in libreria e comprate È nata una star?.
Per coloro invece che hanno amici o amiche che “sanno” farsi attendere, l’ultimo libro di Hornby vi aiuterà a imprecare di meno contro di loro. Se avete un appuntamento e siete sicuri che lui o lei vi farà aspettare più del previsto, portate con voi questo libro. Continue reading È nata una star?, Nick Hornby

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Il teorema dell’amore perfetto, Federica Morrone, Cristiana Rumori

Due personaggi stereotipati, due figure che hanno poco di speciale, possono diventare gli assiomi del teorema dell’amore perfetto. La storia ha inizio in un ufficio postale. Tommaso è in partenza per un viaggio di lavoro che durerà poco più di un mese, Anna è impegnata in una conversazione telefonica in cui detta il suo numero di cellulare. Così, per gioco, Tommaso invia un sms ad Anna che dopo una riluttanza iniziale risponde a quel primo messaggio. E due solitudini s’incontrano. Una solitudine non consapevole la prima, quasi da ultima spiaggia la seconda. Continue reading Il teorema dell’amore perfetto, Federica Morrone, Cristiana Rumori

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Bi-fronti, Oscar Buonamano e Enzo Verrengia

La regina dei castelli di carta,  regia di Daniel Alfredson

Oscar. La bravura di Noomi Rapace sul set rende il personaggio di Lisbeth Salander l’assoluta protagonista di questo film, che conclude la trilogia molto fortunata scaturita dalla penna di Stieg Larsson, Millennium. Un thriller che ci rimanda al grande cinema anglosassone di genere che coniuga perfettamente narrazione e ritmo. Un racconto inoltre che c’informa della grande democrazia svedese dove ognuno fa bene il proprio mestiere. I giornalisti fanno i giornalisti e i servizi segreti lavorano per lo Stato. Una vera e propria rivoluzione.

Enzo. Le latitudini scandinave sono quelle della ragionevolezza civile che diviene la perfezione di questo mondo.
Inventare il giallo in una società che funziona significa allora scavare dietro le apparenze di ogni delitto per rinvenirvi un disegno oscuro, cospirazionista. La Svezia non è stata neutrale come si crede. Ai tempi della lotta contro il nazismo funse da camera di compensazione per i transfughi ebrei. Durante la Guerra Fredda, fu una rotta di spie. Che Larsson ha dissotterrato con maestria.

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Stilos, il mensile che si occupa di libri…

Dal numero quattro, in edicola in questi giorni, inizia la mia collaborazione con Stilos. In questo numero la recensione all’ultimo romanzo di Flavio Soriga, Il cuore dei briganti.

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Dai diamanti non nasce niente.

Fabrizio de Andrè. La mostra sbarca a Roma. Dopo Genova e Nuoro, la capitale d’Italia apre le porte del rinnovato e prestigioso Museo dell’Ara Pacis a Fabrizio De Andrè con una grande mostra multimediale. Sono passati undici anni dall’11 gennaio 1999, il giorno della sua morte, e continuiamo ad ascoltare le sue canzoni come se niente fosse successo. Non abbiamo rimosso la sua scomparsa ma è così bello e soprattutto contemporaneo il materiale che ha lasciato che al dolore per la perdita si affianca la riconoscenza, al rimpianto la voglia di continuare ad ascoltare la sua musica.

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La luce della modernità

La mostra proposta presso le Scuderie del Quirinale, una delle tre organizzate per celebrare i primi dieci anni di attività del prestigioso polo museale romano è un vero evento culturale da segnare a penna rossa sull’agenda e da non perdere. Lo è per diverse ragioni.
Il percorso espositivo si snoda attraverso ventiquattro dei 50 dipinti attribuiti con certezza a Michelangelo Merisi da Milano detto il Caravaggio, di cui ricorre il quarto centenario della morte, suddivisi in tre periodi contrassegnati da altrettanti colori.

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Bi-fronti, Oscar Buonamano e Enzo Verrengia

Apple Store, Fifth Avenue,  il quinto monumento più fotografato di NYC

Oscar. L’Apple Store sulla Fifth Avenue di New York, un grande piano unico sotto il livello della strada che cattura la luce dall’alto dove è posta la mela, più che un negozio è un’anticipazione di futuro. Assurge a monumento – è più fotografato della Statua della Libertà – perché Mr. Jobs e le sue idee incarnano la contemporaneità. E come i monumenti è testimonianza di una storia collettiva e dell’ingegno umano. Chi fotografa quel cubo di vetro in realtà sta fotografando un’idea; è questa la notizia.

Enzo. Nell’Italia che tenta di imitare gli Stati Uniti con la perizia di un orango, Apple è sinonimo di complicazione. Costa troppo e non si trovano i programmi. Al di là dell’Atlantico rappresenta un emblema. Dell’iniziativa di due ragazzi che inventarono il personal computer nel garage. Dunque, considerarne lo store sulla Fifth Avenue uno dei monumenti più fotografati è il corollario di un successo che parte dall’inventiva e diviene business. Il computer negli Stati Uniti coincide con quel marchio.

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Lettera di una persona per bene

Penso che la politica, in Italia soprattutto, abbia fatto il suo tempo. La politica così come si manifesta oggi non è più uno dei motori di sviluppo della società. Spesso rappresenta uno dei freni allo sviluppo.
In Italia questo fenomeno è avvertito in maniera particolare. Maggioranza (e) e opposizione (i) si comportano alla stessa maniera, non sono più in grado d’ipotizzare un futuro per il nostro Paese.
Per queste e tante altre ragioni penso che far bene il proprio lavoro ed essere cittadini consapevoli sia l’unica politica possibile oggi in Italia.
In questo senso la lettera di un cittadino di Adro, così si firma, è una bella testimonianza di buona politica. La pubblico senza ulteriori commenti.

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Paz, Annibale e il cane Astarte

Storia di Astarte è l’ultima che Andrea Pazienza ha “visto”, disegnato e scritto. Le prime tavole di una narrazione  epica, rimasta incompiuta, interrotta in una «fresca sera di giugno» del 1988.
«Una notte, mi apparve in sogno un cane nero, orbo, così brutto che mi svegliai» è l’incipit di Storia di Astarte, un sogno che diventa un incubo, così è anche una delle tavole più belle di Paz che introduce Le straordinarie avventure di Pentothal, il suo primo lavoro.

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