le mie recensioni


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Brothers ovvero ritorno a Itaca

La nostra cultura, quella occidentale, è figlia, e affonda le sue radici, nel lungo, lunghissimo, viaggio di Ulisse. Quel viaggio è la base dell’elaborazione di uno dei miti più popolari del nostro tempo. Ulisse è la guerra. Ulisse è accettare la sfida coma cifra della propria esistenza. Ulisse è rifiutare il paradiso e l’eterna giovinezza. Ulisse è perciò, accettare che tutto ha un inizio e una fine. Ulisse è ragione e sentimento.

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Omaggio a Carlo Sgorlon

Pochi giorni fa, il giorno di Natale per essere più precisi, è morto lo scrittore Carlo Sgorlon. Ha raccontato il Friuli come mai prima nessuno era riuscito a fare. Ha scritto di uomini e di terra. Una bella persona che ho avuto il piacere di conoscere qualche anno fa. Era l’estate del 1997 e Sgorlon era a Pescara per il Premio Flaiano. Lo incontrai in albergo, dopo la premiazione. Fu una bella conversazione che ricordo ancora oggi con grande piacere. L’intervista fu pubblicata su Sipario e oggi ve la ripropongo non solo per rendere un mio, piccolissimo, omaggio a Carlo Sgorlon, uomo e scrittore di gran vaglia, ma soprattutto perché è possibile leggere o ri-leggere, pensieri che aiutano a pensare.

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Auguri belli. Bellissimi per tutti.

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La vita del mio nemico mi è sacra

Vi propongo un passaggio dell’intervento di Nichi Vendola all’assemblea costituente di Sinistra, Ecologia,  Libertà ,a Roma. Un passaggio che mi è piaciuto molto e che lo distacca dal chiacchiericcio cialtrone di questo tempo miserabile.

Il viso di Berlusconi ferito è come la rivelazione di un Paese a rischio. Io naturalmente considero insopportabile il dibattito sui mandanti e la trovo una strumentalizzazione volgare.

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Bi-fronti, Oscar Buonamano e Enzo Verrengia

Il caso Marrazzo

Oscar. «È un mondo difficile, è vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto», canta, con voce anch’essa incerta, Tonino Carotone. L’apripista, e lungi da me l’idea di un doppio senso, è stato Silvio. Non Berlusconi ma Sircana; poi è venuto Silvio Berlusconi e infine, nel senso di fino ad ora, Piero Marrazzo.
Ci sono aspetti della vita collettiva che rispondono alle stesse regole dei numeri primi, sono così e basta. Un uomo che ha responsabilità pubbliche non può avere comportamenti ambigui, deve rendere conto di ciò che fa. Ma ve l’immaginate Enrico Berlinguer o Aldo Moro fotografati in mutande con una prostituta (o) (o e a)?

Enzo.
Nella Berlino nazista c’era il Salone Kitty, un bordello pieno di microfoni con i quali i servizi segreti registravano le confidenze dei frequentatori alle prostitute che vi lavoravano. Il materiale sonoro serviva a ricattare. Dei 25 mila dischi ricavati non rimane un solo esemplare. Oggi il meccanismo sembra ripetersi a via Gradoli, un angolo di Roma la cui notorietà risale al caso Moro.
Il numero 96, dove è avvenuta l’irruzione del luglio scorso, annoverava l’appartamento brigatista scoperto… per caso?

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Archistar in mostra

Architetture che assecondano e rappresentano la società liquida che abitiamo, e che per loro nuova natura accettano la transitorietà come paradigma della felicità.

Quando alla metà degli anni Ottanta nelle facoltà di architettura italiane si affacciavano, timidi, i primi ammiratori di Frank O. Gehry, piuttosto che di Peter Eisenman, la cultura dominante, e che stava diventando una sorta di accademia, era “la Tendenza”.

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niente di personale

Chi ha colpito Tartaglia?
Il volto insanguinato di Berlusconi ha fatto il giro del mondo. Un giro del mondo non in ottanta giorni come scriveva Giulio Verne ma in poche, pochissime, ore. E insieme alle immagini, ovviamente, commenti e ancora commenti e parole.
Ma la statuetta del Duomo di Milano lanciata da Tartaglia chi ha colpito? Ha colpito il Presidente del Consiglio o Silvio Berlusconi? Continue reading niente di personale

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Libri da leggere e da regalare

Le statistiche dicono che il mese di dicembre è il periodo dell’anno in cui si vendono più libri. La parola scritta e i libri che la veicolano diventano in questo mese, protagonisti e amici delle nostre giornate. Per districarsi tra gli scaffali delle librerie vi proponiamo dieci possibilità. Un viaggio tra libri appena pubblicati e libri che hanno qualche anno alle spalle, perché un buon libro non ha mai una data di scadenza. Infine perché un libro è un regalo perfetto, sempre e per tutti.

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Riportando tutto a casa, Nicola Lagioia

L’incipit di Riportando tutto a casa lo si può paragonare all’attesa di un match a lungo desiderato. Un’attesa che serve a Lagioia per definire il campo da gioco e delineare il carattere della sua voce narrante. La lunga premessa e la descrizione di intere giornate di giochi (quanti ragazzi ha allevato il Risiko) servono per farci prendere familiarità ed entrare in sintonia con la voce narrante. Per identificarsi. Un romanzo di formazione. Un volere fare i conti con il proprio vissuto per chiudere definitivamente una porta e provare ad aprirne un’altra.

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Qui dobbiamo fare qualcosa. Sì, ma cosa?, Antonio Pascale

Dopo aver letto poche, pochissime, pagine del libro di Antonio Pascale ho pensato al sottotitolo che l’autore non aveva dato: Ovvero contro la nostalgia. E sì, perché questa lunga riflessione socio-economico-culturale, il quotidiano che diventa protagonista suo malgrado, riguarda il nostro Paese. E nel tempo miserabile che abitiamo, la tentazione “nostalgica” può essere la vera pietra tombale di qualunque tentativo di rinascita. Pascale intreccia almeno due questioni: la condizione del Sud e ciò di cui si deve occupare la letteratura, o meglio gli scrittori.

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