le mie recensioni


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La vita del mio nemico mi è sacra

Vi propongo un passaggio dell’intervento di Nichi Vendola all’assemblea costituente di Sinistra, Ecologia,  Libertà ,a Roma. Un passaggio che mi è piaciuto molto e che lo distacca dal chiacchiericcio cialtrone di questo tempo miserabile.

Il viso di Berlusconi ferito è come la rivelazione di un Paese a rischio. Io naturalmente considero insopportabile il dibattito sui mandanti e la trovo una strumentalizzazione volgare.

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Bi-fronti, Oscar Buonamano e Enzo Verrengia

Il caso Marrazzo

Oscar. «È un mondo difficile, è vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto», canta, con voce anch’essa incerta, Tonino Carotone. L’apripista, e lungi da me l’idea di un doppio senso, è stato Silvio. Non Berlusconi ma Sircana; poi è venuto Silvio Berlusconi e infine, nel senso di fino ad ora, Piero Marrazzo.
Ci sono aspetti della vita collettiva che rispondono alle stesse regole dei numeri primi, sono così e basta. Un uomo che ha responsabilità pubbliche non può avere comportamenti ambigui, deve rendere conto di ciò che fa. Ma ve l’immaginate Enrico Berlinguer o Aldo Moro fotografati in mutande con una prostituta (o) (o e a)?

Enzo.
Nella Berlino nazista c’era il Salone Kitty, un bordello pieno di microfoni con i quali i servizi segreti registravano le confidenze dei frequentatori alle prostitute che vi lavoravano. Il materiale sonoro serviva a ricattare. Dei 25 mila dischi ricavati non rimane un solo esemplare. Oggi il meccanismo sembra ripetersi a via Gradoli, un angolo di Roma la cui notorietà risale al caso Moro.
Il numero 96, dove è avvenuta l’irruzione del luglio scorso, annoverava l’appartamento brigatista scoperto… per caso?

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Archistar in mostra

Architetture che assecondano e rappresentano la società liquida che abitiamo, e che per loro nuova natura accettano la transitorietà come paradigma della felicità.

Quando alla metà degli anni Ottanta nelle facoltà di architettura italiane si affacciavano, timidi, i primi ammiratori di Frank O. Gehry, piuttosto che di Peter Eisenman, la cultura dominante, e che stava diventando una sorta di accademia, era “la Tendenza”.

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niente di personale

Chi ha colpito Tartaglia?
Il volto insanguinato di Berlusconi ha fatto il giro del mondo. Un giro del mondo non in ottanta giorni come scriveva Giulio Verne ma in poche, pochissime, ore. E insieme alle immagini, ovviamente, commenti e ancora commenti e parole.
Ma la statuetta del Duomo di Milano lanciata da Tartaglia chi ha colpito? Ha colpito il Presidente del Consiglio o Silvio Berlusconi? Continue reading niente di personale

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Libri da leggere e da regalare

Le statistiche dicono che il mese di dicembre è il periodo dell’anno in cui si vendono più libri. La parola scritta e i libri che la veicolano diventano in questo mese, protagonisti e amici delle nostre giornate. Per districarsi tra gli scaffali delle librerie vi proponiamo dieci possibilità. Un viaggio tra libri appena pubblicati e libri che hanno qualche anno alle spalle, perché un buon libro non ha mai una data di scadenza. Infine perché un libro è un regalo perfetto, sempre e per tutti.

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Riportando tutto a casa, Nicola Lagioia

L’incipit di Riportando tutto a casa lo si può paragonare all’attesa di un match a lungo desiderato. Un’attesa che serve a Lagioia per definire il campo da gioco e delineare il carattere della sua voce narrante. La lunga premessa e la descrizione di intere giornate di giochi (quanti ragazzi ha allevato il Risiko) servono per farci prendere familiarità ed entrare in sintonia con la voce narrante. Per identificarsi. Un romanzo di formazione. Un volere fare i conti con il proprio vissuto per chiudere definitivamente una porta e provare ad aprirne un’altra.

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Qui dobbiamo fare qualcosa. Sì, ma cosa?, Antonio Pascale

Dopo aver letto poche, pochissime, pagine del libro di Antonio Pascale ho pensato al sottotitolo che l’autore non aveva dato: Ovvero contro la nostalgia. E sì, perché questa lunga riflessione socio-economico-culturale, il quotidiano che diventa protagonista suo malgrado, riguarda il nostro Paese. E nel tempo miserabile che abitiamo, la tentazione “nostalgica” può essere la vera pietra tombale di qualunque tentativo di rinascita. Pascale intreccia almeno due questioni: la condizione del Sud e ciò di cui si deve occupare la letteratura, o meglio gli scrittori.

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Festival delle Letterature

Fine settimana pieno di libri.
Si sta svolgendo a Pescara la settimana edizione del Festival delle Letterature dell’Abruzzo. Diretto da Giovanni Di Iacovo, scrittore, mi vedrà impegnato oggi e domani.
Stasera alle 18.45 presento Antonio Pascale e i suoi ultimi due libri,  Scienza e sentimento (Einaudi) e Qui dobbimao fare qualcosa. Si, ma cosa? (Laterza).

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Omaggio a Freddie Mercury (5 settembre 1946, 24 novembre 2001)

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Perché ai mondiali di calcio in Sudafrica non tiferò per l’Italia di Marcello Lippi

Seguo il calcio da sempre. Mio padre mi portava allo stadio, tutte le domeniche con il sole o con la pioggia, a vedere le partite del Foggia. Le gradinate dello stadio a quei tempi erano costruite con i tubi innocenti e noi sedevamo, ma il più delle volte eravamo in piedi, su tavole di legno che assecondavano i nostri movimenti. Gli stadi non erano coperti e quando pioveva le conseguenze le sentivi per tutta la settimana. Il Foggia in quegli anni, 1970/1980, era un squadra che si batteva sempre per le prime posizioni in serie B e quando faceva le sue apparizioni in A, tranne qualche fiammata d’orgoglio, era pronta a ritornare subito nei ranghi per essere di nuovo protagonista nel suo campionato ideale, la serie B appunto.

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