Fine settimana pieno di libri.
Si sta svolgendo a Pescara la settimana edizione del Festival delle Letterature dell’Abruzzo. Diretto da Giovanni Di Iacovo, scrittore, mi vedrà impegnato oggi e domani.
Stasera alle 18.45 presento Antonio Pascale e i suoi ultimi due libri, Scienza e sentimento (Einaudi) e Qui dobbimao fare qualcosa. Si, ma cosa? (Laterza).
Seguo il calcio da sempre. Mio padre mi portava allo stadio, tutte le domeniche con il sole o con la pioggia, a vedere le partite del Foggia. Le gradinate dello stadio a quei tempi erano costruite con i tubi innocenti e noi sedevamo, ma il più delle volte eravamo in piedi, su tavole di legno che assecondavano i nostri movimenti. Gli stadi non erano coperti e quando pioveva le conseguenze le sentivi per tutta la settimana. Il Foggia in quegli anni, 1970/1980, era un squadra che si batteva sempre per le prime posizioni in serie B e quando faceva le sue apparizioni in A, tranne qualche fiammata d’orgoglio, era pronta a ritornare subito nei ranghi per essere di nuovo protagonista nel suo campionato ideale, la serie B appunto.
Seguo il calcio da sempre. Mio padre mi portava allo stadio, tutte le domeniche con il sole o con la pioggia, a vedere le partite del Foggia. Le gradinate dello stadio a quei tempi erano costruite con i tubi innocenti e noi sedevamo, ma il più delle volte eravamo in piedi, su tavole di legno che assecondavano i nostri movimenti. Gli stadi non erano coperti e quando pioveva le conseguenze le sentivi per tutta la settimana.
Alle Scuderie del Quirinale fino al 17 gennaio 2010, la grande pittura della Roma Imperiale
«La nostra civiltà si fonda sul riconoscimento della inarrivabile grandezza dell’antichità classica. Dai Romani abbiamo derivato la tecnica del nostro pensiero e del nostro modo di sentire. Ai Romani dobbiamo la nostra coscienza sociale e la disciplina della nostra anima. Non è un caso che i Romani non fossero in grado d’inventare un nuovo ordine di colonne, un nuovo ornamento. Per far questo erano già troppo progrediti. Essi hanno derivato tutto questo dai Greci e lo hanno adattato ai loro scopi…»
Oggi c’è un bell’articolo sull’antologia “Frammenti di cose e volgari” e “Acqua passata”, di Cristina Mosca su Il Tempo. L’antologia, curata da Maurizio Cotrona e Antonio Gurrado, raccoglie il meglio di ciò che è stato pubblicato sul sito www.booksbrothers.it nel corso degli ultimi due anni. Nei prossimi giorni approfondiremo l’argomento.
…Piange ciò che muta, anche
per farsi migliore. La luce
del futuro non cessa un solo istante
di ferirci: è qui, che brucia
in ogni nostro atto quotidiano,
angoscia anche nella fiducia
che ci dà vita, nell’impeto gobettiano
verso questi operai, che muti innalzano,
nel rione dell’altro fronte umano,
il loro rosso straccio di speranza.
(da Le ceneri di Gramsci, 1956)
Pier Paolo Pasolini, Bologna, 5 marzo 1922 – Roma, 2 novembre 1975
«Se potessi esprimerlo con le parole non ci sarebbe nessuna ragione per dipingerlo», è una dichiarazione di Edward Hopper (1882-1967) che si legge all’inizio del percorso espositivo, prima vera mostra antologica che si tiene in Italia su uno dei più grandi e popolari artisti americani del ventesimo secolo. Milano e Roma le città che ospitano questo grande evento culturale. La mostra che approda in Italia, curata da Carter E. Foster, è un viaggio nell’avventura artistica di Edward Hopper. Un percorso di conoscenza, organizzato in sette sezioni e con 160 opere, che attraversa tutta la sua produzione e tutte le tecniche di rappresentazione. Continue reading Edward Hopper. Il realismo come possibile racconto del mondo
«É un mondo difficile, è vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto», canta, con una voce anch’essa incerta, Tonino Carotone. L’apripista, e lungi da me l’idea di un doppio senso, è stato Silvio. Non Berlusconi ma Sircana, il portavoce dell’allora Presidente del Consiglio, Romano Prodi. Poi è venuto, e anche qui lasciate perdere i doppi sensi, Silvio Berlusconi e infine, nel senso di fino ad ora, sono le 12.30 del 26 ottobre 2010, Piero Marrazzo il Governatore della Regione Lazio. Tutti inciampati, per usare un eufemismo, in debolezze private. Continue reading Di diciottenni, trans e di carabinieri. Storia di un paese che non c’è più.