le mie recensioni

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Oggi è per me un giorno triste, molto triste.
È morto mio zio, si chiamava Filippo ed aveva novant’anni. In realtà era lo zio di mia madre, il fratello di mio nonno, ma noi, in famiglia, lo abbiamo sempre chiamato zio Filippo, così come allo stesso modo lo chiamavano tutti gli abitanti del paese dove ha sempre vissuto. Zio Filippo era fotografo, un lavoro che ha svolto con passione fino a pochi anni fa.
Continue reading Per ricordare Zio Filippo
Comunicare, far circolare le proprie idee, sentirsi più vicini, un blog lo si apre per questo e per tante altre cose. E sapere che c’è gente che ti legge, comunica ed interagisce con te è una “cosa” bella.
In questo senso volevo condividere con tutti voi il post che Riccardo Iacona ha inserito in questo blog, perché interagisce con tutti noi che animiamo culture metropolitane.
Continue reading Benvenuto a Riccardo Iacona

È il libro più bello che abbia letto negli ultimi anni. L’autobiografia di Pamuk e di Istanbul, Istanbul appunto. Un libro in cui la tristezza o tristesse o hüzün, scioglierete il nodo dopo aver letto il libro, è bellezza ed è il tratto distintivo che caratterizza e pervade tutto il viaggio che il libro ci propone.
«Istanbul non somiglia affatto alle città tropicali dal punto di vista climatico, geografico o della povertà sociale, ma per la fragilità delle sue esistenze, per la sua lontananza dai centri occidentali, per il «mistero» delle sue relazioni umane, che un occidentale farebbe fatica a comprendere, e per il senso di tristezza, che ricorda ciò che Lévi-Strauss chiama tristesse. Per definire non il dolore che affligge il singolo, ma una cultura, un ambiente in cui vivono milioni di persone e un sentimento, il termine hüzün è molto adatto, come tristesse […]»
Continue reading Istanbul, Orhan Pamuk
Sono stati quattro giorni belli quelli trascorsi a Valencia. Per la precisione due a Val d’Uixò e due a Valencia. È stata per me una piacevole pausa per i ritmi, abbastanza sostenuti, degli ultimi tempi. Il penultimo appuntamento, l’ultimo sarà a Bruxelles il 17 settembre, di un progetto transnazionale sul quale stiamo lavorando da circa due anni.
Dicevo giorni belli. Fuori dal ritmo folle al quale, sembra, ci siamo tutti assuefatti, io per primo.
Continue reading Valencia & dintorni
«[…] se Pentesilea è solo periferia di se stessa e ha il suo centro in ogni luogo, hai rinunciato a capirlo. La domanda che adesso comincia a rodere nella tua testa é più angosciosa: fuori da Pentesilea esiste un fuori?»
Italo Calvino, Le città invisibili, Einaudi, Torino 1984
Continue reading Le vespe di Panama_3
«Andare a Disney World per farsi di acido e vomitare su Topolino non è rivoluzionario: andare a Disney World perfettamente consapevoli di quanto ridicolo e negativo sia tutto ciò, e, malgrado ciò, divertirsi in modo innocente, quasi inconsapevole, persino psicotico, è un altro paio di maniche. Questo è ciò che Certeau descrive come «l’arte di stare in mezzo», e questa è la sola via per la vera libertà nella cultura d’oggi. Stiamo perciò in mezzo. Divertiamoci con Baywatch, le Camel, la rivista Wired, e persino con i libri in carta patinata sulla società dello spettacolo, ma non soccombiamo mai al loro fascino ammaliante.»
Hermenaut, Popular Culture, 1995
Continue reading Le vespe di Panama_2
Nei prossimi giorni vi proporrò una recensione di uno scritto di Zygmunt Bauman, Le vespe di Panama, una riflessione su centro e periferia, presentato a Torino all’ultima edizione della Fiera del libro. Questo piccolo opuscolo non è in vendita ed è un omaggio che l’editore Laterza, che pubblica in Italia l’opera di Bauman, ha fatto ad uno dei più importanti sociologi della contemporaneità.
Il tema centro e periferia è un tema che m’intriga molto. Ho scritto anch’io piccole cose su questo tema, in tempi e contesti diversi, e prima della recensione al lavoro di Bauman volevo proporvi tre miei brevi pensieri sul tema.
Continue reading Le vespe di Panama

Newtok è un villaggio indiano, si proprio indiano, che si trova in Alaska. Ci vivono 318 persone che sono i primo profughi dell’effetto serra. Il loro villaggio infatti rischia di sparire in un mare di fango a causa dello scioglimento dei ghiacciai.
Ho conosciuto Cristiana Rumori in una bella domenica, piena di sole. È stato ieri, mezz’ora prima di presentare il suo libro alla libreria Book & Wine di Pescara.
Abbiamo parlato, ci siamo “annusati”, forse conosciuti un po’. Abbiamo scoperto, parlando, di avere alcuni interessi in comune, che ci piacciono i film di Wim Wenders e che il racconto più bello del suo libro, lo stesso per tutti e due, è…, ma questo forse non posso dirvelo.
L’esordio letterario di Cristiana è un’esordio positivo, molto positivo.
Continue reading Macrocosmi erotici, Cristiana Rumori
È stata una bella edizione della Fiera del Libro, la ventesima per l’esattezza, quella che si è conclusa a Torino. Rispetto alle passate edizioni c’è stata qualche defezione di troppo rispetto alle iniziative previste e forse qualche autore in meno. La spiegazione che mi sono dato è che ci sono meno libri “importanti” in giro. I confini, il tema conduttore di quest’anno.
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