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Eraldo Affinati, Via dalla pazza classe

Questa recensione è pubblicata su L’Espresso

Le Radeau de la Méduse è stato realizzato da Théodore Géricault tra il 1818 e il 1819. Il dipinto, cinque metri per sette, descrive ciò che successe, dopo il naufragio della nave francese La Medusa, a bordo di una zattera di fortuna al largo delle coste della Mauritania. L’artista immagina e coglie l’attimo in cui i disperati che affollano la zattera sono sospesi tra speranza e abbandono. Immagini non diverse da quelle che vediamo tutti giorni nel Mar Mediterraneo: umanità alla deriva che sta affondando e che dobbiamo salvare. Eraldo Affinati descrive tutto questo nel paragrafo I codici insanguinati, una perfetta sintesi e recensione del suo ultimo libro Via dalla pazza classe. Educare per vivere. Il racconto di un uomo che guarda il mondo con occhi da adulto ma che lo attraversa con un cuore da bambino. E anche la narrazione di come, oggi, in Italia si possa far politica incidendo positivamente sulla vita degli altri.

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Andrea Camilleri, Italo Calvino e il senso della storia

Questo articolo è pubblicato anche su L’Espresso

Non ci fu nessun derby tra comunisti e fascisti come sostiene Matteo Salvini, non ci poteva essere nessun derby. Il perché lo spiega molto bene Alberto Asor Rosa in un bellissimo articolo del 13 novembre 2000, «[…] da una parte c’è “il giusto”; dall’altra “lo sbagliato”. Se si dimentica questo, si perde il senso della storia. É esattamente quello che ci si chiede in questi giorni: perdere (e far perdere alla comunità nazionale) il senso della storia. Anzi, di più: ammettere che la storia non ha senso, che nella storia non c’è né il giusto né l’ingiusto, ma solo l’evento, l’accaduto, il fatto».

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Karen Green, Il ramo spezzato

Questa recensione è pubblicata su L’Espresso

Karen Green e David Foster Wallace si erano sposati nel 2004. Dopo quattro anni rientrando a casa, a Clermont nel sud della California, Karen trova morto impiccato il suo giovane marito. Un accadimento che cambia per sempre la sua vita. Oggi, a dieci anni dalla morte di DFW, possiamo leggere anche in Italia, il suo memoir.
Una lettura non facile. Non lo è perché l’argomento è trattato in modo diretto e, in molti passaggi, brutale. Karen Green non fa sconti. A sé stessa innanzitutto e al lettore. Non è facile leggere Il ramo spezzato perché ripercorrere la sofferenza di una persona che hai amato, fa male. In alcuni passaggi fa molto male perché le descrizioni sono, dolorosamente, onomatopeiche.

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Patrick Süskind, Il profumo

Questa recensione è stata pubblicata su L’Espresso

Quando la storia sta per giungere all’epilogo e il lettore si prepara ad accompagnare Grenouille verso il suo destino, e mentre «Dalla conca di Grasse veniva una tiepida brezza, e portava con sé il profumo dei fiori d’arancio…», all’improvviso e senza nessun preavviso, Patrick Süskind regala uno stupore nello stupore, una meraviglia nella meraviglia.

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Quando Andrea Pazienza disse:«Disegnare non mi piace»

Lunedì sei agosto, alle 22:00, con Marina Comandini saremo ospiti della decima edizione di Book & Wine Festival di Vasto. Parleremo di Andrea Pazienza a trent’anni dalla sua morte, del suo genio e delle sua vita.

In occasione del suo sessantesimo compleanno L’Espresso mi chiese di scrivere un articolo per ricordarlo, Quando Andrea Pazienza disse: «Disegnare non mi piace», ve lo ripropongo aspettando il sei agosto e Marina Comandini…

«Una notte, mi apparve in sogno un cane nero, orbo, così brutto che mi svegliai» è l’incipit di Storia di Astarte, l’ultima, incompiuta, storia scritta da Andrea Pazienza. Le prime tavole di una narrazione epica che trasforma un sogno in un incubo. Per uno strano scherzo del destino lo stesso tema è rappresentato anche in una delle tavole più belle del suo primo lavoro, Le straordinarie avventure di Pentothal. Qui Paz si ritrae di profilo, occhi chiusi e la fronte madida di sudore. Su di lui incombe una tavola nera illuminata dal bianco di forme geometriche irregolari e topi che corrono in tutte le direzioni. Era il 1977 e quella tavola segna l’inizio di una nuova era per il fumetto italiano.

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Gabriella Genisi, La teoria di Camila

L’ipocrisia del vivere contemporaneo e la difficoltà degli uomini di raggiungere la felicità. Un cambio di registro per la scrittrice Gabriella Genisi che si misura con una nuova dimensione narrativa. Un viaggio all’interno della persona umana per comprendere la sua vera natura e come si relaziona agli altri. Una storia comune a molte famiglie italiane, un vecchio genitore in difficoltà fisiche accudito da una badante e la vita che scorre come se nulla fosse. Marco, il coprotagonista della storia, conosce solo il nome della badante di suo padre, Camila, di lei non sa nulla, non la considera, ne ignora la storia. In realtà non conosce nemmeno la sua storia, ovvero la storia di suo padre e solo la morte di quest’ultimo, con la quale si apre il libro, gli consentirà di intraprendere un viaggio alla fine del quale sarà un uomo diverso.

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L’Aquila e le mani degli operai

Questa recensione è stata pubblicata su L’Espresso

Il libro di Claudia Pajewski, Le mani della città, aiuta a comprendere meglio la ricostruzione in atto all’Aquila e nello stesso tempo rimette «al centro il lavoro operaio, gli “edili”, quella “cosa” che abbiamo collettivamente rimosso negli ultimi trent’anni, non solo i terremoti».
Un lavoro lungo, durato anni e iniziato quando la ribalta mediatica, il clamore e la spettacolarità della narrazione del terremoto dell’Aquila non erano più al centro dell’attenzione generale. Quando le passarelle dei politici e i media s’indirizzavano verso altre terre e altri terremoti. In quel momento, proprio quando la ricostruzione fisica della città prendeva corpo e la città si popolava di gru, entra in azione Claudia Pajewsky.

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Un pezzo d’Africa nel cuore di Pescara: suor Olga Pignatelli

É morta, oggi, all’età di 106 anni suor Olga Pignatelli. L’ho conosciuta tanti anni fa, ma ricordo come fosse oggi la luce dei suoi occhi, la grazia e l’umanità che ti avvolgeva standole vicino.
Ha svolto un lavoro immenso e impagabile per Pescara e tutti siamo in debito con lei. Una donna meravigliosa.
La intervistai per Sipario nel 1997, ho cercato quell’intervista e ho deciso di ripubblicarla per farla conoscere meglio a chi non ha avuto la fortuna di conoscerla.
La terra ti è già lieve suor Olga. Un bacio bello, bellissimo. E grazie.

Per poter realizzare il suo sogno e andare in Africa a fare la missionaria Suor Olga Pignatelli, abruzzese della provincia dell’Aquila, laureata in Lettere, nell’agosto del 1950 si reca a Londra dove per un anno studia la lingua e gli usi e i costumi della Famiglia Reale. In quegli anni l’Uganda è un Protettorato inglese e per potersi recare in Africa a svolgere qualsiasi mansione, dal volontariato all’insegnamento occorre, come del resto per qualsiasi altro Paese colonizzato, esportare e imporre i modi di vita del Paese colonizzatore. Dopo un anno suor Olga, che è una missionaria comboniana – Ordine che prende il nome da Daniele Comboni un giovane sacerdote di Limone sul Garda che nella prima metà dell’800 si reca in Africa tra molte diffidenze e difficoltà e si batte per liberare gli africani dalla schiavitù – finalmente parte per l’Uganda con la missione di dare dignità alla figura della donna attraverso la scuola. Inizia così il suo lungo soggiorno in Africa che durerà quarantanni, venti dei quali trascorsi in Uganda, sedici in Kenia e sei in Etiopia.

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“La Costa dei Trabocchi” a Buongiorno Regione

Il libro La Costa dei Trabocchi a Buongiorno Regione, in onda questa mattina su Rai 3 Abruzzo. L’intervista è di Antimo Amore, dal minuto 23:40 fino al 25:15.

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Fondi Europei: lotta a frodi, irregolarità e corruzione

L’evento è voluto dall’Autorità di gestione del Programma Ipa adriatic cross-border cooperation Paola Di Salvatore.

Registrazione video del dibattito dal titolo Fondi Europei: lotta a frodi, irregolarità e corruzione. Capitalizzare le best practices del sistema di contrasto italiano in UE e nei paesi in pre-adesione, registrato a L’aquila mercoledì 24 gennaio 2018 alle 10:11.

Sono intervenuti:
Oscar Buonamano, vice Presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Abruzzo
Luciano Monticelli, consigliere alla Regione Abruzzo, Partito Democratico
Federica Chiavaroli, sottosegretario di Stato con delega alla Giustizia
Paola Di Salvatore, avvocato, autorità di Gestione del Programma IPA Adriatic CBC
Ermanno Granelli, presidente della Sezione Affari Comunitari ed Istituzionali della Corte dei Conti
Francesco Testa, procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Chieti
Francesco Attardi, comandante del Nucleo Antifrode della Guardia di Finanza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Bora Panajoti, vice Presidente Regione Tirana, Albania
Saverio Romano, membro dell’IGRUE del Ministero dell’Economia e delle Finanze

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