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L’immaginazione al potere

Questo articolo è pubblicato anche su Resto al Sud

Maurizio Sarri al suo primo anno sulla panchina del Chelsea conduce i blues alla vittoria dell’Europa League, piazzandosi terzo in Premier League. Una stagione straordinaria per i risultati conseguiti e per il modo con cui sono stati conseguiti: ovvero attraverso un’idea di calcio riconoscibile e bella da vedere.
Una vittoria netta, 4-1 ai danni dell’Arsenal di Unai Emery che, nella sua carriera, aveva già vinto per tre volte quel torneo alla guida del Siviglia.

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Alessandro Leogrande, Taranto e Sergio Rubini

Questo articolo è pubblicato anche su L’Espresso

Oggi Alessandro Leogrande avrebbe compiuto quarantadue anni e proprio mentre scrivo, in cento scuole italiane si parla dei suoi libri, «tanti puntini illuminati, da nord a sud, perché la voce di Leogrande rimanga viva».
Ha scritto molto Alessandro. Di frontiere e di muri, di migrazioni e di migranti, di giustizia sociale e di capolarato. Ha scritto della sua città, Taranto.
Taranto protagonista del favoloso film Il grande spirito di Sergio Rubini.

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D.T. Max, Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi

Questa recensione è pubblicata su L’Espresso

Occorre coraggio per leggere Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi. Vita di David Foster Wallace, di D.T. Max, soprattutto se hai amato e continui ad amare DFW.
«La mia peculiare struttura neurologica [è] estremamente sensibile: vertigini, mal d’auto, mal d’aria; mia sorella dice che ho il “mal di vita”», David era poco più di un ragazzo quando scrisse queste parole che nel primo racconto pubblicato, Il pianeta Trillafon in relazione alla Cosa Brutta, diventano descrizione lucida e onomatopeica della depressione, «Certi dicono che è come avere sempre davanti e sotto un enorme buco nero senza fondo, un buco nero, nerissimo, con dentro qualche punzone, magari, e tu fai parte di quel buco».

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Jonathan Franzen, La fine della fine della terra

Questa recensione è pubblicata su L’Espresso

Ritorna formalmente l’educazione civica nei programmi scolastici italiani. Saranno almeno trentatrè ore e alla fine dell’anno anche il voto in pagella. Il testo approvato dalla Camera dei Deputati all’articolo 1 stabilisce che «l’educazione civica declina nelle istituzioni scolastiche la conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell’Unione europea, anche al fine di promuovere i principi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale, diritto alla salute e al benessere della persona». In maniera più dettagliata, rispetto alle tematiche ambientali, all’articolo 3, dove sono definite le Linee guida per l’insegnamento, individua tra i traguardi da raggiungere «Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; educazione ambientale, sviluppo ecosostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari».

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Eraldo Affinati, Via dalla pazza classe

Questa recensione è pubblicata su L’Espresso

Le Radeau de la Méduse è stato realizzato da Théodore Géricault tra il 1818 e il 1819. Il dipinto, cinque metri per sette, descrive ciò che successe, dopo il naufragio della nave francese La Medusa, a bordo di una zattera di fortuna al largo delle coste della Mauritania. L’artista immagina e coglie l’attimo in cui i disperati che affollano la zattera sono sospesi tra speranza e abbandono. Immagini non diverse da quelle che vediamo tutti giorni nel Mar Mediterraneo: umanità alla deriva che sta affondando e che dobbiamo salvare. Eraldo Affinati descrive tutto questo nel paragrafo I codici insanguinati, una perfetta sintesi e recensione del suo ultimo libro Via dalla pazza classe. Educare per vivere. Il racconto di un uomo che guarda il mondo con occhi da adulto ma che lo attraversa con un cuore da bambino. E anche la narrazione di come, oggi, in Italia si possa far politica incidendo positivamente sulla vita degli altri.

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Andrea Camilleri, Italo Calvino e il senso della storia

Questo articolo è pubblicato anche su L’Espresso

Non ci fu nessun derby tra comunisti e fascisti come sostiene Matteo Salvini, non ci poteva essere nessun derby. Il perché lo spiega molto bene Alberto Asor Rosa in un bellissimo articolo del 13 novembre 2000, «[…] da una parte c’è “il giusto”; dall’altra “lo sbagliato”. Se si dimentica questo, si perde il senso della storia. É esattamente quello che ci si chiede in questi giorni: perdere (e far perdere alla comunità nazionale) il senso della storia. Anzi, di più: ammettere che la storia non ha senso, che nella storia non c’è né il giusto né l’ingiusto, ma solo l’evento, l’accaduto, il fatto».

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Karen Green, Il ramo spezzato

Questa recensione è pubblicata su L’Espresso

Karen Green e David Foster Wallace si erano sposati nel 2004. Dopo quattro anni rientrando a casa, a Clermont nel sud della California, Karen trova morto impiccato il suo giovane marito. Un accadimento che cambia per sempre la sua vita. Oggi, a dieci anni dalla morte di DFW, possiamo leggere anche in Italia, il suo memoir.
Una lettura non facile. Non lo è perché l’argomento è trattato in modo diretto e, in molti passaggi, brutale. Karen Green non fa sconti. A sé stessa innanzitutto e al lettore. Non è facile leggere Il ramo spezzato perché ripercorrere la sofferenza di una persona che hai amato, fa male. In alcuni passaggi fa molto male perché le descrizioni sono, dolorosamente, onomatopeiche.

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Patrick Süskind, Il profumo

Questa recensione è stata pubblicata su L’Espresso

Quando la storia sta per giungere all’epilogo e il lettore si prepara ad accompagnare Grenouille verso il suo destino, e mentre «Dalla conca di Grasse veniva una tiepida brezza, e portava con sé il profumo dei fiori d’arancio…», all’improvviso e senza nessun preavviso, Patrick Süskind regala uno stupore nello stupore, una meraviglia nella meraviglia.

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Quando Andrea Pazienza disse:«Disegnare non mi piace»

Lunedì sei agosto, alle 22:00, con Marina Comandini saremo ospiti della decima edizione di Book & Wine Festival di Vasto. Parleremo di Andrea Pazienza a trent’anni dalla sua morte, del suo genio e delle sua vita.

In occasione del suo sessantesimo compleanno L’Espresso mi chiese di scrivere un articolo per ricordarlo, Quando Andrea Pazienza disse: «Disegnare non mi piace», ve lo ripropongo aspettando il sei agosto e Marina Comandini…

«Una notte, mi apparve in sogno un cane nero, orbo, così brutto che mi svegliai» è l’incipit di Storia di Astarte, l’ultima, incompiuta, storia scritta da Andrea Pazienza. Le prime tavole di una narrazione epica che trasforma un sogno in un incubo. Per uno strano scherzo del destino lo stesso tema è rappresentato anche in una delle tavole più belle del suo primo lavoro, Le straordinarie avventure di Pentothal. Qui Paz si ritrae di profilo, occhi chiusi e la fronte madida di sudore. Su di lui incombe una tavola nera illuminata dal bianco di forme geometriche irregolari e topi che corrono in tutte le direzioni. Era il 1977 e quella tavola segna l’inizio di una nuova era per il fumetto italiano.

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Gabriella Genisi, La teoria di Camila

L’ipocrisia del vivere contemporaneo e la difficoltà degli uomini di raggiungere la felicità. Un cambio di registro per la scrittrice Gabriella Genisi che si misura con una nuova dimensione narrativa. Un viaggio all’interno della persona umana per comprendere la sua vera natura e come si relaziona agli altri. Una storia comune a molte famiglie italiane, un vecchio genitore in difficoltà fisiche accudito da una badante e la vita che scorre come se nulla fosse. Marco, il coprotagonista della storia, conosce solo il nome della badante di suo padre, Camila, di lei non sa nulla, non la considera, ne ignora la storia. In realtà non conosce nemmeno la sua storia, ovvero la storia di suo padre e solo la morte di quest’ultimo, con la quale si apre il libro, gli consentirà di intraprendere un viaggio alla fine del quale sarà un uomo diverso.

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