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Elena Ferrante, La vita bugiarda degli adulti

Questo articolo è pubblicato anche su L’Espresso

La vita bugiarda degli adulti è un romanzo di formazione, o Bildungsroman se preferite, nel senso più classico del termine, con due protagonisti assoluti: Giovanna e Napoli.

Giovanna Trada è la novità, Napoli rappresenta l’elemento di continuità nell’opera letteraria della Ferrante, la sua vera musa ispiratrice. Una città che viene proposta con descrizioni che svelano ogni volta una nuova forma urbana.
«Dio, sussurravo, Dio, lo so che è colpa mia, non avrei dovuto pretendere di incontrare Vittoria, non avrei dovuto andare contro la volontà dei miei genitori; ma ormai è accaduto, rimetti tutto in ordine, per favore. Speravo che Dio davvero lo facesse, perché se non l’avesse fatto, tutto sarebbe franato. San Giacomo dei Capri sarebbe ruzzolata sul Vomero e il Vomero sull’intera città e l’intera città sarebbe affogata in mare».

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Annie Ernaux, L’evento

Questo articolo è pubblicato anche su Resto al Sud

Con poche, scelte e misurate parole Annie Ernaux racconta la vita che accade. E quando gli accadimenti della vita sono quelli che racconta ne L’evento ciò che prevale e rimane è un senso di liberazione che non si manifesta mai con parole roboanti, ma proprio con le poche, scelte e misurate parole che ha scelto di utilizzare.
La vita che accade è sempre un frammento di un contesto più ampio che s’incasella e incasellandosi costruisce e restituisce al lettore una visione, una presa di posizione. Una scelta politica.
Per questa ragione la vicenda personale racconta e rende conto, anche, di una vicenda collettiva. Esperienze che pur essendo separate e distinte nella stesura del testo, hanno lo stesso punto di approdo. Ciò è possibile grazie ad un modo di scrivere la storia, le storie, autenticamente personale.

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La città adattiva. Adeguare territori e città al cambiamento in atto

Questo articolo è pubblicato anche su L’Espresso

Le immagini di queste ore di Venezia e Matera dileggiate dall’acqua hanno fatto il giro del mondo. Non sono solamente queste due città ad aver subito danni dalle avverse condizioni climatiche, ce ne sono molte altre in Italia e nel resto del mondo. Oltre a un nuovo Umanesimo, come da più parti invocato, c’è la necessità di un nuovo rinascimento urbano in grado di adattarsi alla mutazione climatica in atto che già ha modificato il corso degli eventi e delle cose.
C’è bisogno di adeguarsi alle nuove esigenze e modificare tutto ciò che può essere modificato per prevenire e limitare i danni. Ne hanno bisogno le città che abbiamo costruito e che abitiamo perché si dimostrano sempre più fragili e impotenti nei confronti degli eventi atmosferici.

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Solo l’amare, solo il conoscere conta…

Questo articolo è puubblicato anche su L’Espresso

Il modo migliore per ricordare Pier Paolo Pasolini è continuare a leggerlo e studiarlo. Un uomo serio, complesso, nello stesso tempo semplice da capire.

«Per quanto mi riguarda, le persone dotate della vitalità di P.P.P. mi hanno sempre messo addosso un misto di ammirazione, disagio, senso di inadeguatezza. Quali che fossero le fiamme che lo bruciavano, Pasolini ardeva, non si fermava mai. Costruiva un’opera immensa con i più disparati mezzi artistici, usando indifferentemente un verso poetico o un grandangolo o un pennellino intinto nella china, facendosi fotografare da altri, rilasciando interviste. E poi, c’era la notte, il momento di voltare le spalle a tutti, a tutta la città, per incamminarsi da solo, vecchio cacciatore incallito, alla ricerca del piacere».

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Abitare la Luna, non dimenticare la Terra

Questo articolo è pubblicato anche su L’Espresso

In occasione della 24ª edizione della manifestazione Appuntamento con la Daunia, organizzata da Peppe Zullo in Orsara di Puglia nei Monti Dauni, dal titolo La Luna, il cibo, l’architetto napoletano Massimo Pica Ciamarra, uno splendido giovanotto di ottantadue anni, ha spiazzato gli astanti con il racconto dell’ultimo progetto di cui si sta occupando: far vivere in condizioni ottimali più di 100 persone sulla Luna con una ricerca che riguarda anche Marte. Nella prima parte del suo intervento Pica Ciamarra, tra le altre cose co-fondatore della Fondazione IDIS-Città della Scienza, aveva parlato della città, delle città, e di come siano cambiate dal 20 luglio 1969, il giorno in cui Neil Armstrong realizzò il sogno di milioni di persone: passeggiare sulla Luna.

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Edoardo Albinati, parole di verità sulla città

Questo articolo è pubblicato anche su L’Espresso

L’ultimo libro di Edoardo Albinati, Cuori fanatici, si apre con Prologo alla città meridionale, un piccolo capolavoro che si può leggere indipendentemente dai dodici capitoli che seguono e che “sono” il libro. La città di cui scrive Albinati è Roma, ma le intuizioni, le descrizioni, i ricordi e i frammenti di realtà contenuti in questo breve saggio introduttivo descrivono e appartengono alla città, anche meridionale, tout court. Una riflessione sul cambiamento. Su come cambia chi abita le città e abitandole le modifica, le rimodella con forme e progetti sempre nuovi che le lasciano però, apparentemente, identiche a se stesse: un rinnovarsi del sempre uguale.

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Martin Eden, neorealismo 2.0

Questo articolo è pubblicato anceh su L’Espresso

Il film di Pietro Marcello, Martin Eden, non somiglia a nessun altro film.

Un grado zero dello sguardo, l’utopia di ripulire la narrazione cinematografia da tutte le sovrastrutture esistenti per scrivere una nuova storia. Roland Barthes usa il termine «lingua bianca» per spiegare ciò che intende per Grado zero della scrittura.

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Berta Isla

Questo articolo è pubblicato anche su L’Espresso

Nella Prima Repubblica era in voga il «governo balneare», in quella attuale che non si capisce bene se sia la seconda, la terza o, più banalamente, non sia proprio, dalle spiagge si evoca la crisi di governo. Il ministro dell’Interno, nonché capo politico della Lega Nord, si autocandida premier e lo fa proprio da una località turistica rivolgendosi direttamente al suo popolo, «Chiedo agli italiani se ne hanno voglia di darmi pieni poteri per fare quello che abbiamo promesso di fare fino in fondo».
Una dichiarazione giudicata da molti sinistra per quel richiamo ai «pieni poteri» che gli italiani avevano già ascoltato in uno dei momenti più bui della storia patria.
In attesa delle decisioni del presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, vi propongo un brano tratto libro Berta Isla, dello scrittore spagnolo Javier Marías.

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Fuori dal web esiste un’altra Italia. Migliore

Questo articolo è pubblicato anche su L’Espresso

Se un extraterrestre, prendiamo il fantastico Gurb figlio della penna di Eduardo Mendoza, fosse atterrato in Italia invece che a Barcellona e l’atterraggio fosse avvenuto nel 2019, nell’era dei social network, e non in occasione dei Giochi Olimpici del 1992, avrebbe visto e conosciuto un Paese molto diverso da quello conosciuto sul web.

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M. Il figlio del secolo

Questo articolo è pubblicato anche su Resto al Sud

M. Il figlio del secolo, vincitore del Premio Strega 2019, è un libro necessario e di libri necessari ce ne sono pochi. Oggi come ieri.
Necessario è, per esempio, Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino, pubblicato nel 1947, quasi un instant book sulla Resistenza partigiana. Necessario è Se questo è un uomo di Primo Levi, del 1947 capace di raccontare l’irraccontabile sui campi di concentramento nazisti. Necessario è Il Gattopardo, di Tomasi di Lampedusa, pubblicato postumo nel 1958.
«Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi», dice il giovane Tancredi al Principe di Salina nel romanzo di Tomasi di Lampedusa, una frase che è diventata un sostantivo, gattopardismo, a descrivere il carattere di un popolo, il popolo italiano.

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