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Senza parole

«No, non andrò all’insediamento di Obama: non sono andato a quello di Bush e poi sono un protagonista non una comparsa»
Silvio Berlusconi, Ansa 13 gennaio ore 17.20

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M’innamoravo di tutto, Fabrizio De André

«Sidone è la città libanese che ci ha regalato oltre all’uso delle lettere dell’alfabeto anche l’invenzione del vetro. Me la sono immaginata, dopo l’attacco subito dalle truppe del generale Sharon del 1982, come un uomo arabo di mezz’età, sporco, disperato, sicuramente povero, che tiene in braccio il proprio figlio macinato dai cingoli di un carro armato […] La piccola morte a cui accenno nel finale di questo canto, non va semplicisticamente confusa con la morte di un bambino piccolo. Bensì va metaforicamente intesa come la fine civile e culturale di un piccolo paese: il Libano, la Fenicia, che nella sua discrezione è stata forse la più grande nutrice della civiltà mediterranea».
Fabrizio De André

Sono tantissime le iniziative che si stanno svolgendo in tutt’Italia per ricordare Faber nel decennale della sua morte. Ne segnalo due.

La prima è Lo speciale Fabrizio De André su Rai 3 a Che tempo che fa, domenica 11 gennaio dalle 20.10.

La seconda è una mostra che Genova dedica al cantautore che s’innamorava di tutto. Inaugurata il 31 dicembre 2008, resterà aperta fino al 3 maggio 2009.

Fabrizio De André, la mostra

Sede della mostra
Palazzo Ducale – Sottoporticato
Piazza Matteotti , 9

Orario
Da martedì a domenica 9.00-20.00
Lunedì chiuso

«Quando durante la guerra ero sfollato in Piemonte, Genova per me era un mito. A cinque anni la vidi per la prima volta e me ne innamorai subito, tremendamente. Genova per me è come una madre. È dove ho imparato a vivere. Mi ha partorito e allevato fino al compimento del trentacinquesimo anno di età: e non è poco, anzi, forse è quasi tutto.
Anche se a colmare la distanza fra quel quasi e quel tutto contribuirono le canzoni di Brassens.
Oggi a me pare che Genova abbia la faccia di tutti i poveri diavoli che ho conosciuto nei suoi carruggi, gli esclusi che avrei poi ritrovato in Sardegna, ma che ho conosciuto per la prima volta nelle riserve della città vecchia, le ‘graziose’ di via del Campo e i balordi che, per mangiare, potrebbero anche dar via la loro madre. I fiori che sbocciano dal letame. I senzadio per i quali chissà che Dio non abbia un piccolo ghetto ben protetto, nel suo paradiso, sempre pronto ad accoglierli.»
Fabrizio De André

Infine un libro e un ricordo.

Il libro è: Evaporati in una nuvola rock: La storia e le foto di una tournée indimenticabile, a cura di Guido Harari e Franz Di Cioccio

«L’idea di un tour con un gruppo rock sulle prime mi spaventò, ma il rischio ha sempre il suo fascino: proprio per questo, un tour insieme alla PFM poteva risolversi in una grande avventura. All’epoca ero tormentato da interrogativi sul mio ruolo, sul mio lavoro, sull’assenza di nuove motivazioni. La PFM mi risolse il problema, dandomi una formidabile spinta verso il futuro, stimolandomi a rimettermi a creare per non morire.
La nostra tournée è stata il primo esempio di collaborazione tra due modi completamente diversi di concepire e eseguire le canzoni. Un’esperienza irripetibile perché PFM non era un’accolita di ottimi musicisti riuniti per l’occasione, ma un gruppo con una storia importante, che ha modificato il corso della musica italiana. Ecco, un giorno hanno preso tutto questo e l’hanno messo al mio servizio.»
Fabrizio de André

Il ricordo è un articolo di Ivano Fossati, pubblicato in occasione dell’inaugurazione della mostra di Genova.
Il calcio, la tv. L’altro Fabrizio sapeva godersi le giornate di «bonaccia»

Per tutte le iniziative sul decennale potete aggiornarvi sul sito
crueza de ma

Per seguire tutte le iniziative su Fabrizio De André
http://www.fondazionedeandre.it

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L’Italia è una Repubblica antifascista

Non si può fare.
Il centro destra ciclicamente ci riprova. Oggi vuole equiparare partigiani e deportati ai repubblichini di Salò.
Per questo ha depositato un proposta di legge che prevede l’istituzione dell’Ordine del Tricolore, con assegno vitalizio incluso, da assegnare indifferentemente ai partigiani e ai repubblichini di Salò.
Non si può fare.

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Seconda stella a destra…

Scrive Edmondo Berselli, in un suo recente articolo, richiamando Albert Hirschman che c’è un tempo per le passioni e un tempo per gli interessi e che talvolta nell’agire politico le due dimensioni possono coesistere. A suo dire oggi per la sinistra è il tempo degli interessi, definire e mettere a fuoco le ragioni della crisi economica per creare i presupposti di una risposta politica adeguata. Verrà poi il tempo per le passioni. E aggiunge che la sinistra ha davanti a se molto tempo per mettere a punto idee e programmi per rendersi credibile prima come opposizione e poi come alternativa di governo.

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che sia un anno ricco di bellezza

L’anno appena trascorso è stato un annus terribilis.
Lo è stato da tanti punti di vista. Lo è stato per il mondo, per l’Italia e anche per l’Abruzzo.
La crisi finanziaria americana, la più grave dal ’29 ad oggi, sta cambiando il mondo perché sta cambiando gli equilibri geopolitici della Terra.
La guerra in Israele non accenna a finire e con l’attacco israeliano a Gaza degli ultimi giorni del 2008, il conflitto sembra essere entrato in un tunnel in cui  entra sempre meno luce.

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Auguri belli a tutti

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I saggi del giorno dopo

Ieri su Repubblica Paolo Rumiz firma un articolo che “ci” riguarda, Quei megastore a rischio sul greto del fiume Pescara. Un’analisi impietosa sui disastri ambientali, speriamo non irreversibili, che “la politica” ha contribuito a creare in Abruzzo.
Un’analisi impietosa che arriva oggi che il re è nudo. È tempo che ognuno si assuma le proprie responsabilità e che non si spari nel mucchio o peggio ancora si arrivi tutti a fare i saggi del giorno dopo.

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Dico tutto. E sa fa caldo gioco all’ombra, Antonio Cassano

La storia calcistica di Antonio Cassano, forse, è ancora tutta da scrivere, e per questo motivo è presto per commentarla. Della sua vicenda umana invece si può parlare e questo libro ci offre una buona occasione.
A partire dal titolo, Dico tutto, ci si aspetterebbe l’ennesima cassanata e invece non è così.
Antonio Cassano è un fuoriclasse autentico e su questo non ci sono dubbi, ma che fosse un ragazzo con le idee chiare e più maturo della sua età, in molti, a partire da chi scrive, non lo sapevano.

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La situazione è grave, ma non seria

Lunedi 15 dicembre è stata per l’Abruzzo una giornata molto particolare.
Nel primo pomeriggio con lo scrutinio per le elezioni regionali in corso si è subito capito che le elezioni le avrebbe vinte il centro destra e che il presidente sarebbe stato Gianni Chiodi.
Ho sempre pensato che sarebbe stato difficile vincere. Un conto è pensarlo però un altro è constatarlo. M’incupivo man mano che lo spoglio andava avanti e non è servito a nulla verificare che la nostra lista, La sinistra, stava conseguendo un buon risultato. Risultato che ci ha consentito, alla fine dello spoglio, di eleggere un consigliere regionale.

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Berlusconi “fossile del giorno”, not in my name

Incurante delle pessime figure che fa fare al nostro Paese, oltre che a se stesso, Berlusconi conquista il premio per la vergogna ambientale che viene attribuito dal Can, una rete che riunisce la maggior parte delle associazioni ambientaliste del mondo, ai Paesi non virtuosi sui temi del cambiamento climatico.

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