le mie recensioni

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Il filosofo André Gorz si è suicidato assieme alla moglie, Dorine, gravemente ammalata.
L’intellettuale militante che ha svolto con la sua attività culturale una critica al capitalismo partendo dalle trasformazioni che ha subito il lavoro ci lascia in eredità tante idee e riflessioni sulle quali continuare a studiare e ad interrogarci per cercare di capire di più e meglio la sua idea centrale: «Occorre che il lavoro perda la sua centralità nella coscienza, nel pensiero, nell’immaginazione di tutti.»
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Questo articolo è pubblicato anche su Repubblica Bari.it
Ho letto Delhi di Khushwant Singh dodici anni fa. Lo comprai prima di partire per un viaggio di lavoro in India. Non cercavo una guida, ma un libro che mi parlasse dell’India, della sua storia, dei suoi colori, della sua gente, del suo odore. E come faccio quando non ho un’idea precisa di cosa comprare, in libreria chiesi un po’ di libri che potevano fare al caso mio e cominciai a leggere.
Leggo sempre la prima pagina di un libro quando non conosco l’autore o ignoro la trama. Certe volte la leggo anche più di una volta. E così feci anche quella volta e cominciai a leggere.
«Ritorno a Delhi come torno da Bhagmati, la mia amante, quando mi stufo di andare a puttane in terre straniere. Delhi e Bhagmati hanno un sacco di cose in comune. Maltrattate da tempo immemorabile da gente rozza, hanno entrambe imparato a nascondere il proprio fascino dietro a una maschera di bruttezza ripugnante. Rivelano la loro natura solo agli amanti, tra i quali annoverano anche il sottoscritto».
Continue reading Delhi, Khushwant Singh

Benedetto XVI, il Papa cattolico: «La scienza senza Dio è una minaccia per l’umanità» e più avanti «Dove c’è Dio, là c’è futuro.»
Leggendo queste parole mi chiedo se la Chiesa ha coscienza di vivere nel 2007 e non al tempo di Galileo Galilei.
Sono passati sei anni dai fatti drammatici di Genova e di quel G8. Il 20 luglio 2001 veniva ammazzato Carlo Giuliani a piazza Alimonda. Il 21 luglio, nella notte, ci fu l’irruzione delle forze di polizia alla scuola Diaz e poi ci fu Bolzaneto.
Ho visto tante volte le immagini della morte di Carlo Giuliani e degli scontri di Genova e ogni volta ho avvertito un tremore, un senso d’impotenza, la certezza di aver subito, anch’io ch’ero a casa, un sopruso, un’ingiustizia.
Continue reading La notte in cui l’Italia fu il Cile di Pinochet
È un libro prezioso e raro, sui territori al limite, appunti di architetture, di Lúcio Rosato.
L’ho prima sfogliato, poi letto, sottolineato e poi ancora letto, sottolineato, sfogliato, al mare in una bella giornata d’agosto con l’azzurro intenso del mediterraneo negli occhi e il volo incerto di un piccolo gabbiano che volava seguendo la linea degli scogli che corre parallela alla spiaggia, a farmi compagnia.
Continue reading sui territori al limite appunti di architetture, Lúcio Rosato
Le ferie sono (quasi) finite per tutti e tra pochi giorni torneremo ai ritmi della quotidianità lavorativa, c’è chi sarà contento e chi rimpiangerà il tempo dell’ozio, del divertimento e del relax.
Quest’anno ho utilizzato le ferie innanzitutto per riposarmi e in parte ci sono riuscito. Ho letto abbastanza ed ho fatto anche un bel viaggio in giro per l’Italia.
Ho letto alcuni libri interessanti su argomenti diversi. Letteratura, saggistica, architettura. Nei prossimi giorni condivideremo queste letture. Ho ascoltato molta musica.
In Italia sono successe tante cose in queste tre settimane. Per fortuna Porta e Porta e il suo clone, Matrix, erano chiusi per ferie, e per questo motivo molti di questi avvenimenti sono rimasti nella loro giusta dimensione e non sono stati rilanciati dalla stampa, o dai media in generale, con l’enfasi che normalmente Vespa e Mentana, ora che (forse) non c’è più Costanzo, sono capaci di aggiungere ai semplici e crudi fatti, alla cronaca.
Provo ad elencarli, né per ordine d’importanza né cronologica, ma semplicemente per come mi tornano alla mente. Lo faccio perché ci tornerò nei prossimi giorni, soprattutto su alcuni di questi.
a. Valentino Rossi e le tasse. Una storia ingarbugliata della quale si capisce poco se non il silenzio stampa del diretto interessato dopo aver usato una cassetta preregistrata mandata in onda dal Tg1 e dal Tg di Canale5, (le stesse reti di Vespa e Mentana). A Valentino Rossi è stata conferita una laurea Honoris Causa in Scienze delle Comunicazioni;
b. Danilo Di Luca e il doping. Anche in questo caso si capisce non molto dalle cronache dei giornali. Io avevo scritto un post sulla vittoria di Danilo Di Luca al Giro d’Italia e mi ero augurato che su di lui non ci fossero ombre. Staremo a vedere nei prossimi giorni;
c. Il partito democratico e i tanti (pochi) candidati. Un’espressione molto ricorrente sui giornali è stata: Veltroni dica ai suoi di moderare i termini, oppure, quando torna dalle vacanze Veltroni dovrà dire ai suoi di stare al loro posto. Dichiarazioni queste non estorte per strade a passanti ma fatte dalla Bindi, da Letta, da Adinolfi e, credo, anche dagli altri candidati che si contrappongono a Veltroni. La prima cosa da eliminare nel nuovo (?) partito deve essere proprio questa terribile espressione: i tuoi, i suoi, i miei…
d. Non è che dalle parti della Cosa Rossa ( a proposito a me questo termine piace, e molto) si stia molto meglio. Sulla legge 30 c’è stato di tutto e di più. Angius continua ad avere il mal di pancia e sulla iniziativa del 20 ottobre non si è capito bene chi ci sarà e chi invece resterà a casa. Poche idee e molto confuse;
e. Sul versante della Casa della Libertà, o Partito della Libertà che dir si voglia, la situazione è per certi versi anche peggiore. Alleanza nazionale è implosa ed oggi non si sa quale sia il suo reale peso, lo stato maggiore di Forza Italia, grande capo escluso, è in fibrillazione per la rossa quarantenne e l’Udc è ancora stordita dalla notte bianca di un suo senatore. La Lega nel frattempo, approfittando della confusione, ripropone lo sciopero fiscale;
f. Tutto il sud è andato in fumo, letteralmente. Gli incendi hanno devastato l’Abruzzo, la Puglia, lambito la Calabria e, storia recente, la Sicilia. La Campania è stata interessata solo marginalmente per non perdere la leadership sulla mondezza. La quasi totalità degli incendi è di natura dolosa ci spiegano gli esperti e le motivazioni solo diverse ma tutte attinenti a motivi di natura economica. Questa è una delle ragioni della differenza di sviluppo economico tra il nord e il sud del Paese;
g. Torna Antonio Cassano in Italia e sceglie la Sampdoria. Speriamo cominci a giocare “a pallone” e non a vestirsi in maniera improbabile come fece alla presentazione a Madrid oppure a farsi notare solo per le sue stravaganze. Per me, grande appassionato di calcio e di solisti nel calcio, è una speranza di vedere delle belle giocate;
h. Infine citazione per i Negramaro, li ho ascoltati infinite volte. Bravi, bravi, bravi.
Vincenzo Cerami è bravo e questo lo sanno in molti e il racconto pubblicato domenica sul Messaggero lo conferma in pieno. È la storia di due amici, lo stesso Cerami e di Giancarlo. Compagni di scuola che come tanti si perdono di vista e poi si ritrovano casualmente. Giancarlo è laureato in Giurisprudenza ma sceglie la poesia, anzi è la poesia che sceglie lui. Lo sceglie in maniera totalizzante fino a quella che Cerami definisce la “quasi felice” follia.
Continue reading Abbiamo messo le mucche a guardare il fieno

per riposarsi, per stare al mare, per leggere…
L’immenso
Adesso c’è che mi sembra strano parlarti
Mentre ti tendo la mano e penso a te
Che mi riesci a guardare senza occhi e lacrime amare…
Se potessi far tornare indietro il mondo
Farei tornare poi senz’altro te
Per un attimo di eterno e di profondo
In cui tutto sembra, sembra niente è
E niente c’è…
Adesso c’è che mi sembra inutile non capirti ancora…
Se potessi far tornare indietro il mondo
Farei tornare poi senz’altro te
Per un attimo di eterno e di profondo
In cui tutto sembra, sembra niente c’è
Tenersi stretto, stretto in tasca il mondo
Per poi ridarlo un giorno solo a te
A te che non sei parte dell’immenso
Ma l’immenso che fa parte solo di te
Solo di te…
E tu, tu ti digrigni i tuoi denti mi lasci parlare non hai più paure
Digringni i tuoi denti mi lasci guardare non hai più paura amore!
Se potessi far tornare indietro il mondo
Farei tornare poi senz’altro te
Per un attimo di eterno e di profondo
In cui tutto sembra, sembra niente c’è
Tenersi stretto, stretto in tasca il mondo
Per poi ridarlo un giorno forse a te
A te che non sei parte dell’immenso
Ma l’immenso che fa parte solo di te!
Solo di te…
E tu, tu digringni i tuoi denti mi lasci parlare non hai più paure
Digringni i tuoi denti mi lasci guardare non hai più paura amore!

per continuare a riposarsi, per continuare a stare al mare, per continuare a leggere…
La distrazione
Sembra facile
Ma intanto è così difficile
Parlar di noi due
Con la tua testa tra le gambe
Così stanchi di noi due
Che non abbiam voglia di noi due
E non sappiamo più volare
Con le gambe così stanche
la tua testa tra le gambe
I pensieri così stanchi
la mia testa tra le gambe
Adesso…adesso…
Sembra facile
Ma intanto è così difficile
Mostrar di noi due
Quella dolcezza senza gambe
Che non sappia di noi due
Che non abbiam voglia di noi due
E non sappiamo respirare
Con le gambe così stanche
e la mia testa tra le gambe
E i pensieri così stanchi
la mia testa tra le gambe
Adesso…adesso…
La distrazione
Sta nelle cose
Il tuo dolore
Sull’orlo delle cose che io sento
leggere…leggere
La distrazione
Sta nelle cose
Il tuo dolore
Sull’orlo delle cose che io sento
leggere…leggere
E io sento
leggere…leggere
Su di noi
Che non abbiam
idea di noi due
e non sappiam
camminare
e respirare
con le gambe così stanche
di noi due
che non abbiam più
voglia di noi due
e non sappiamo più volare
con le ali così stanche
le tue gambe così stanche
La mia testa tra le gambe
i pensieri così stanchi
Adesso…adesso…
La distrazione
Sta nelle cose
Il tuo dolore
Sull’orlo delle cose che io sento
leggere…leggere
La distrazione
Sta nelle cose
Il tuo dolore
Sull’orlo delle cose che io sento
leggere…leggere
E io sento
leggere…leggere
Su di noi
Che non sappiamo
Camminare e respirare
Su di noi
Che non abbiamo da mangiare
Mentre il mondo poi scompare
Dietro noi
Che non riusciamo più
A convincerci
Che la terra è come vedi
Sotto i piedi e sotto i piedi
E su di noi
Che non sappiamo
Camminare e respirare
Su di noi
Che non abbiamo da mangiare
Mentre il cielo poi scompare
Dietro noi
Che non riusciamo più a convincerci
Che la terra è come vedi
Sotto i piedi e sotto i piedi
E che la terra è quella che tu vedi
Sotto i piedi
La distrazione
Sta nelle cose
Il tuo dolore
Sull’orlo delle cose che io sento
leggere…leggere
La distrazione
Sta nelle cose
Il tuo dolore
Sull’orlo delle cose che io sento
leggere…leggere
E io sento
leggere…leggere
E io sento
Leggere…leggere
E io sento
Leggere…leggere
Sembra facile
Ma intanto è così

La Finestra, l’ultimo cd dei Negramaro è la colonna sonora della mia estate. Mi piacciono tutte le canzoni. Le trovo contemporanee.
Nei testi. Nella musica. Nell’atmosfera che creano.
Da oggi e per qualche giorno alcuni testi…
…per riposarsi…per stare al mare…per leggere…
Tu ricordati di me
Quando stringerai tra le mani tue
quel fucile che non ha pietà
di chi non ha pietà
e stringe tra le mani
quel fucile che guarda
dritto a te, dritto a te, dritto a te
che guarda
dritto a te, dritto a te, dritto a te
e se girerà la testa
lo so per certo
girerà la testa
e quando girerà la testa
in quel momento
tu ricordati di me
Tu ricordati di me, Tu ricordati di me, Tu ricordati di me
quando più non c’è quella voglia di andar via
tu ricordati di me
Quando tremerai sulle gambe tue
la paura di andare via
da chi non ha pietà
e stringe tra le mani il tuo sorriso e
sta lì davanti a te
lì davanti a te
lì davanti a te
guarda
dritto a te, dritto a te, dritto a te
e se girerà la testa
amico
girerà la testa
e quando girerà la testa
in quel momento
tu ricordati di me
Tu ricordati di me, Tu ricordati di me, Tu ricordati di me
quando più non c’è
la mia mano tra le tue
tu ricordati di me
Tu ricordati di me, Tu ricordati di me, Tu ricordati di me
quando più non c’è
quella voglia di restare sano e salvo
Non importa chi sia il primo
tanto il primo
come l’ultimo
non resterà più in piedi nello stesso spazio
nello stesso sparo
due pallottole
l’una dritta contro il cuore
l’altra conficcata nei pensieri
di quel minimo che ha premuto il grilletto
lucidato da una vita
come tante per un niente torna niente
Tu ricordati di me
finchè il fiato avrai per farlo
pelle per sentirlo
cuore per odiarlo
e poi…
Tu ricordati di me
finchè il tempo deve farlo
prima di ridarlo indietro
a chi lo getta via
tutto in polvere da sparo grigio sangue amaro
resti un mucchio d’ossa
e strappi l’anima e poi via
Tu ricordati di me, Tu ricordati di me, Tu ricordati di me
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