le mie recensioni

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Scrivere, scrivere e poi ancora scrivere. Parlare qui di scrittura è abbastanza facile, perché il terreno è fertile, molto fertile. Il mondo dei blog è un mondo, in qualche misura, di gente che ama scrivere, o che ama la scrittura.
Ho letto la scorsa settimana un bel articolo di Sergio Luzzatto sul Corriere della Sera proprio su questo tema: sul significato dello scrivere, un’intervista a David Grossman di Sergio Luzzatto.
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Enrico Letta lancia la sua candidatura alla guida del Partito Democratico con un video su You Tube. Fino ad oggi Enrico Letta, che ho ascoltato domenica a Pescara e mi è parso in grande forma e molto concentrato, non mi era sembrato il “tipo” da web ed infatti Mario Adinolfi, il blogger che si è candidato alla guida del Pd al pari dello stesso Letta, di Veltroni, di Rosy Bindi e di Furio Colombo, lancia dal suo blog il suo particolare benvenuto a Letta non lesinando le prime critiche proprio sull’utilizzo del mezzo. La prima sorpresa che la candidatura di Letta ha provocato è la dichiarazione di voto del Presidente della Delegazione italiana nel Gruppo PSE al Parlamento europeo il diessino Gianni Pittella che dal suo blog fa sapere che sosterrà appunto il giovane margheritino.
Continua intanto il tormentone estivo che vede protagonisti i vertici della Quercia, D’Alema, Fassino in primis e Latorre in seconda o terza battuta, e il Gip Forleo, in relazione alla richiesta avanzata da quest’ultima al Parlamento registriamo due prese di posizione. La prima è del senatore Gavino Angius di Sinistra Democratica che al proposito dichiara: “Questi colleghi si rendano disponibili a fornire ai giudici la più ampia disponibilità per affermare la trasparenza del loro operato parlamentare” mentre il Presidente della Camera dei Deputati, Fausto Bertinotti, partecipando ad una trasmissione televisiva dichiara: «In questa fase i parlamentari devono dimostrare non solo di essere al di sopra di ogni sospetto, ma anche di non avere neppure un’apparenza di privilegio.» Anche alla luce di queste due dichiarazioni mi auguro, cos’ come ho scritto ieri, che D’Alema e Fassino diano il via libera alla richiesta del Gip.
L’Italia brucia, la Puglia, l’Abruzzo e tutto il centro sud stretti in una morsa di fuoco. Oggi tornando da L’Aquila a Pescara, mentre ero sulla piana di Navelli (la patria dello zafferano oltre che di Ottaviano Del Turco), sono stato costretto a tornare indietro e cambiare strada proprio per via degli incendi. Ieri per questo motivo in Abruzzo era caduto un aereo che ha causato la morte del pilota ed il ricovero in stato di coma della persona che era con lui. Il Ministro della Difesa Arturo Parisi dichiara che l’esercito è pronto ad intervenire mentre il capo della Protezione civile Bertolaso lancia un’accusa gravissima: «roghi appiccati scientificamente.» Pare quindi che si tratti di delinquenti che a scopo di lucro stanno creando questo inferno.
Dobbiamo reagire. Collaboriamo tutti con le forze dell’ordine. Non permettiamo che distruggano l’unica vera risorsa del nostra Paese, la sua natura. Proteggiamolo anche con il nostro coraggio.
Oggi è per me un giorno triste, molto triste.
È morto mio zio, si chiamava Filippo ed aveva novant’anni. In realtà era lo zio di mia madre, il fratello di mio nonno, ma noi, in famiglia, lo abbiamo sempre chiamato zio Filippo, così come allo stesso modo lo chiamavano tutti gli abitanti del paese dove ha sempre vissuto. Zio Filippo era fotografo, un lavoro che ha svolto con passione fino a pochi anni fa.
Continue reading Per ricordare Zio Filippo
Comunicare, far circolare le proprie idee, sentirsi più vicini, un blog lo si apre per questo e per tante altre cose. E sapere che c’è gente che ti legge, comunica ed interagisce con te è una “cosa” bella.
In questo senso volevo condividere con tutti voi il post che Riccardo Iacona ha inserito in questo blog, perché interagisce con tutti noi che animiamo culture metropolitane.
Continue reading Benvenuto a Riccardo Iacona

È il libro più bello che abbia letto negli ultimi anni. L’autobiografia di Pamuk e di Istanbul, Istanbul appunto. Un libro in cui la tristezza o tristesse o hüzün, scioglierete il nodo dopo aver letto il libro, è bellezza ed è il tratto distintivo che caratterizza e pervade tutto il viaggio che il libro ci propone.
«Istanbul non somiglia affatto alle città tropicali dal punto di vista climatico, geografico o della povertà sociale, ma per la fragilità delle sue esistenze, per la sua lontananza dai centri occidentali, per il «mistero» delle sue relazioni umane, che un occidentale farebbe fatica a comprendere, e per il senso di tristezza, che ricorda ciò che Lévi-Strauss chiama tristesse. Per definire non il dolore che affligge il singolo, ma una cultura, un ambiente in cui vivono milioni di persone e un sentimento, il termine hüzün è molto adatto, come tristesse […]»
Continue reading Istanbul, Orhan Pamuk
Sono stati quattro giorni belli quelli trascorsi a Valencia. Per la precisione due a Val d’Uixò e due a Valencia. È stata per me una piacevole pausa per i ritmi, abbastanza sostenuti, degli ultimi tempi. Il penultimo appuntamento, l’ultimo sarà a Bruxelles il 17 settembre, di un progetto transnazionale sul quale stiamo lavorando da circa due anni.
Dicevo giorni belli. Fuori dal ritmo folle al quale, sembra, ci siamo tutti assuefatti, io per primo.
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«[…] se Pentesilea è solo periferia di se stessa e ha il suo centro in ogni luogo, hai rinunciato a capirlo. La domanda che adesso comincia a rodere nella tua testa é più angosciosa: fuori da Pentesilea esiste un fuori?»
Italo Calvino, Le città invisibili, Einaudi, Torino 1984
Continue reading Le vespe di Panama_3
«Andare a Disney World per farsi di acido e vomitare su Topolino non è rivoluzionario: andare a Disney World perfettamente consapevoli di quanto ridicolo e negativo sia tutto ciò, e, malgrado ciò, divertirsi in modo innocente, quasi inconsapevole, persino psicotico, è un altro paio di maniche. Questo è ciò che Certeau descrive come «l’arte di stare in mezzo», e questa è la sola via per la vera libertà nella cultura d’oggi. Stiamo perciò in mezzo. Divertiamoci con Baywatch, le Camel, la rivista Wired, e persino con i libri in carta patinata sulla società dello spettacolo, ma non soccombiamo mai al loro fascino ammaliante.»
Hermenaut, Popular Culture, 1995
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Nei prossimi giorni vi proporrò una recensione di uno scritto di Zygmunt Bauman, Le vespe di Panama, una riflessione su centro e periferia, presentato a Torino all’ultima edizione della Fiera del libro. Questo piccolo opuscolo non è in vendita ed è un omaggio che l’editore Laterza, che pubblica in Italia l’opera di Bauman, ha fatto ad uno dei più importanti sociologi della contemporaneità.
Il tema centro e periferia è un tema che m’intriga molto. Ho scritto anch’io piccole cose su questo tema, in tempi e contesti diversi, e prima della recensione al lavoro di Bauman volevo proporvi tre miei brevi pensieri sul tema.
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Newtok è un villaggio indiano, si proprio indiano, che si trova in Alaska. Ci vivono 318 persone che sono i primo profughi dell’effetto serra. Il loro villaggio infatti rischia di sparire in un mare di fango a causa dello scioglimento dei ghiacciai.
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