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Punto Z_ Lugano [e] addio

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Questo articolo è pubblicato anche su QuasiRete, il blog di narrazione sportiva di www.gazzetta.it

Ivan Graziani, indimenticato e indimenticabile cantautore e chitarrista italiano, morto troppo presto, ha lasciato tante tracce di se che meritano di essere ricordate. Le ha lasciate sotto forma di canzoni, l’arte che ha praticato per tutta la vita. Pigro, Agnese, Firenze (canzone triste), sono solo alcune delle bellissime liriche che spesso mi ritrovo a cantare in macchina. Come, penso, accada anche a molti di voi, in macchina c’è un turn over frequente di musica da ascoltare. Dipende dal momento che si sta vivendo, dall’umore, dal grado di felicità o di malinconia che attraversiamo.

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Arrigo Sacchi, Calcio Totale

Cover Calcio Totale

Questo articolo è pubblicato anche su QuasiRete, il blog di narrazione sportiva di www.gazzetta.it, e su www.calciototale.eu

Nel grigiore dei campionati di calcio italiani, degnamente rappresentati da una nazionale che mai fu più povera tecnicamente, il “Calcio Totale” di Arrigo Sacchi, la bella autobiografia del «profeta di Fusignano» raccontata a Guido Conti, rappresenta un’ancora di salvataggio, una testimonianza preziosa per ricordarci che non è stato sempre così. Che ci fu un periodo in cui in Italia si giocava un calcio ammirato in tutto il mondo. Un calcio propositivo e sempre alla ricerca del gol, un calcio collettivo. Un calcio totale appunto.

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Franco Mancini e la bellezza del suo sorriso

Franco Mancini ritratto da Massimo Mucciante

Mancini ritratto da Massimo Mucciante

Questo articolo è pubblicato anche su QuasiRete, il blog di narrazione sportiva di www.gazzetta.it

Ho letto di recente “Sette brevi lezioni di fisica” di Carlo Rovelli, un libro che vi consiglio di leggere e di regalare ai vostri ragazzi perché aiuta a comprendere la finitezza dell’uomo e delle possibilità umane. Si, perché se pensiamo a ciò che la Terra, e noi che l’abitiamo, rappresenta nell’infinito spazio, ci rendiamo conto di come sia importante relativizzare ciò che accade attorno a noi per concentrarci di più e meglio sulle relazioni tra noi e gli altri. Per migliorare le relazioni tra noi e gli altri.

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Punto Z_Il ritorno dell’utopia di Zemanlandia

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Questo articolo è pubblicato anche su QuasiRete, il blog di narrazione sportiva di www.gazzetta.it

L’utopia calcistica di Zden?k Zeman non poteva che ripartire da un”isola, la stessa dove, alla vigilia di Natale, si era interrotta. Fu Tommaso Moro a coniare il termine utopia per denominare un’isola immaginaria abitata da una società ideale, l’isola che non c’è. La Sardegna invece esiste ed è una terra bellissima e reale, non immaginaria e il suo nome non deriva dall’invenzione di un uomo di lettere del Cinquecento, ma si può far risalire ai tempi in cui ebbe inizio la nostra civiltà.

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La compromissione, Mario Pomilio

La compromisisone_La città_05 marzo 2015

Questo articolo è pubblicato anche sul quotidiano La città.

La prima cosa da scrivere su La compromissione di Mario Pomilio è che andrebbe ripubblicato. Per poterlo leggere sono andato in biblioteca e solo lì ho trovato una copia del libro. Copertina cartonata rosso bordeaux. Vallecchi editore, prima edizione maggio 1965, seconda edizione settembre 1965. Lire 2.000. Con quest’opera Mario Pomilio vinse il Premio Campiello nel 1965, cinquant’anni fa.
Il prestito dura un mese, ma io l’ho letto durante un viaggio a Roma, in autobus, e credo sia stata una scelta giusta perché la lettura, inconsapevolmente, ha seguito e assecondato il mio viaggiare.

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Punto. Virgola, due punti: intervista a Marco Tornar

Marco Tornar

Conoscevo Marco Tornar dal molti anni anche se non ci siamo mai frequentati in maniera assidua. Ogni volta che c’incontravamo era sempre una festa. Parlavamo quasi sempre di letteratura e di poesia. Dei suoi progetti, dei miei. Di quello che stava scrivendo. Ci sarebbe piaciuto fare qualcosa insieme, ne abbiamo sempre parlato. Non ne abbiamo avuto il tempo e di questo me ne rammarico. Anche per questa ragione ho deciso di ripubblicare un’intervista del 1997. La feci per Sipario e parlammo di letteratura e di poesia, ovviamente.
Di Marco resta innanzitutto la sua poesia e il ricordo, per chi lo ha conosciuto, di una bella persona, questa invece è solo una testimonianza di vicinanza. Un modo, soprattutto per me, per ricordare quel bel pomeriggio trascorso insieme. Un bacio bello Marco, la terra ti è già lieve.

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Pino Daniele, unico e grande come Napoli

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Questo articolo è pubblicato anche sul portale Resto al Sud

Napoli è una città nata capitale e che capitale, nonostante i tentativi di renderla marginale, resterà per sempre. Secoli di storia che l’hanno vista primeggiare in tutte le attività dello scibile umano hanno sedimentato nel corso degli anni saperi e conoscenze che hanno generato tante città, tutte racchiuse una dentro l’altra. Città che convivono a fatica, spesso in antitesi tra loro, sovraffollate. Città popolate da una fauna umana che ha pochi eguali al mondo.
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L’orto dei miracoli verso Expo 2015

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Questo articolo è pubblicato anche sul portale Resto al Sud

All’inizio degli anni Ottanta quando imperava la “Milano da bere” e l’Italia delle grandi città si divertiva a scimmiottare l’America, gli orti, urbani e di campagna, non erano al centro dell’attenzione di nessuno. Il mondo dei media, della politica, tantomeno l’opinione pubblica era consapevole della follia e inutilità di quel modo di vivere che ci avrebbe portato dopo pochi anni sull’orlo di un precipizio, etico, morale ed economico. Sull’orlo di quel precipizio viviamo tutt’oggi. Una sorta di calamita che ci ha trascinati, nel corso di questi ultimi trent’anni, sempre più giù fino a farci diventare, quasi, marginali, nel grande scacchiere del mondo.
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Punto Z_Ajò o dell’isolitudine

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Questo articolo è pubblicato anche su QuasiRete, il blog di narrazione sportiva di www.gazzetta.it

Quando Luca Banti, l’arbitro di Inter-Cagliari, fischia l’inizio della partita, Zeman schiera otto calciatori sulla linea di centrocampo pronti all’assalto della porta difesa da Handanovic.
Alzi la mano chi non ha mai sognato di tifare per una squadra che, pronti via, parte a testa bassa alla ricerca del gol così come si fa quando si gioca al mare con gli amici. Chi non ricorda le partite infinite giocate da ragazzi che non avevano mai una durata temporale, ma finivano solo quando non c’era più luce e vinceva chi segnava un gol in più dell’avversario?
Scrive Edoardo Galeano, in uno dei libri più belli dedicati al calcio, «Un giornalista chiese alla teologa tedesca Dorothee Sölle: “Come spiegherebbe a un bambino che cosa è la felicità?”. “Non glielo spiegherei” rispose, “gli darei un pallone per farlo giocare”».
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La vittoria, la gioia e il rispetto per gli sconfitti

Il Centro_15 luglio 2014

Questo articolo è pubblicato anche sui quotidiani on line del Gruppo L’Espresso la Repubblica

Nell’incipit, spesso, è racchiuso il significato di un intero romanzo.
«Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo», è uno degli incipit più famosi della storia della letteratura mondiale. Il romanzo è del 1877, lo ha scritto Lev Tolstoj, il titolo è: Anna Karenina.
Certo l’intreccio narrativo di Anna Karenina è più complesso, così come lo sono i temi che riguardano la società dell’Ottocento che in questo capolavoro della letteratura russa sono chiari e intellegibili come dipinti sulla tavolozza di un pittore verista. Ma in quell’incipit è comunque racchiuso il significato più profondo della narrazione di Tolstoj.
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